Venerdì, 17 Settembre 2021
Politica

Vietina: "Coraggio Italia riparta dal dialogo nei territori montani e periferici"

“Coraggio Italia nasce con uno scopo preciso: rinforzare al centro la coalizione di centrodestra che, sbilanciandosi sempre di più verso destra e non dialogando più con i territori e con le persone"

“Coraggio Italia nasce con uno scopo preciso: rinforzare al centro la coalizione di centrodestra che, sbilanciandosi sempre di più verso destra e non dialogando più con i territori e con le persone, ha mancato l’obiettivo della vittoria nelle urne in alcuni appuntamenti cruciali. Ecco perché stiamo organizzando, fin da subito, una serie di incontri sul territorio con persone, aziende, realtà aggreganti: si può ripartire soltanto ascoltando i bisogni di territori, le istanze di chi vive quotidianamente una realtà complessa e che, nel tempo, ha visto allontanarsi la politica dalla propria quotidianità. Penso ai territori montani e periferici dove la crisi demografica è una realtà ancora più dura che nel resto del Paese, dove mancano i servizi e il lavoro: è anche a loro che pensiamo quando parliamo dell’obiettivo di trasformare l'Italia nel “più antico Paese del futuro”, coniugando la forza delle nostre tradizioni, della nostra identità, della nostra storia e cultura con le riforme che questo Paese, a ogni livello, non può più attendere": lo dice Simona Vietina, deputata uscita da Forza Italia e ora confluita in Coraggio Italia, nonché sindaco di Tredozio.

"Penso alla necessità di rinnovare la Pubblica Amministrazione a tutti i livelli, secondo i principi di autonomia, sussidiarietà e puntando allo snellimento di tutte quelle attività che possono essere svolte rapidamente ed efficacemente sul territorio, riportando i servizi e lo Stato lì dove ce n’è maggior bisogno. Penso agli investimenti sulla scuola, affinchè vengano rimessi al centro merito, disciplina e tutte le competenze necessarie per essere competitivi nella società attuale, lottando contro lo spopolamento delle classi nelle vallate e nelle montagne, dove la scuola è punto focale e aggregante. E ancora, politiche del lavoro che favoriscano lo sviluppo imprenditoriale anche là dove oggi nessuno vuole più investire, politiche fiscali non predatorie ma incentivanti verso chi crede ancora che in Italia si possa e si debba fare impresa”. Il tutto senza dimenticare l’ambiente, che per i territori periferici e montani è fondamenta e risorsa al tempo stesso: servono politiche locali e nazionali attente e non ideologiche, per valorizzare il tesoro che possediamo con l’obiettivo di consegnarlo alle future generazioni. La sfida è grande: occorre concretezza, responsabilità e desiderio di fare. Ecco perché credo nel progetto di Coraggio Italia, un partito di uomini e donne formati e forgiati nelle Istituzioni”.      
 

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