Vitalizi ai politici, Aprigliano (Lega): "E' uno scandalo"

Come tutti sanno, sono stati pubblicati, anche a Forlì, i vitalizi che i politici locali, ritirano mensilmente, in ragione dei loro mandati di parlamentari o di consiglieri regionali

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ForlìToday

Come tutti sanno, sono stati pubblicati, anche a Forlì, i vitalizi che i politici locali, ritirano mensilmente, in ragione dei loro mandati di parlamentari o di consiglieri regionali. Nulla a che vedere con i 35 e 40  anni e oltre di contributi e relativa pensione dei comuni mortali.

Non posso che essere intanto indignato e schifato per quanto e’ stato concesso in questi anni di prima e seconda Repubblica alla CASTA delle CASTE. Non posso non essere d’accordo con quanti ritengono che questa classe politica di privilegiati, tutti, di qualsiasi parte politica, farebbe bene ad interrogarsi sulla necessità morale e non solo, di mettere mano ad una rigida e rigorosa riforma degli stipendi e dei privilegi.

Suggerisco pertanto di rinunciare ai vitalizi, di restituirli, ma soprattutto, di discutere in modo serio e veloce, all’abolizione degli stessi, al dimezzamento dello stipendio e di qualsiasi altra indennità che, come noto, al di la di quanto furbescamente dichiarato, consentono di poter arrivare tranquillamente a stipendi di oltre 20.000, dicasi ventimila euro mensili.

Ancor di più, se si considera che mentre un tempo e soltanto per qualcuno, ad esempio i grandi statisti, era più che giustificato se non addirittura poco, lo stipendio e gli emolumenti che percepivano e percepiscono, oggi, non essendoci evidentemente traccia di statisti, a parte qualche rarissima eccezione, in tutti gli schieramenti, sarebbe giusto riflettere sulla opportunità di continuare con questo ladrocinio ed andazzo criminale.

I nostri politici locali, quelli che percepiscono non solo l’immeritato vitalizio ma anche pensioni più che decorose in ragione del loro primario lavoro che gli consentirebbero comunque di vivere agiatamente, bene farebbero a dare l’esempio restituendo ai forlivesi l’intero vitalizio che andrebbe, evidentemente, a favore dei ceti meno abbienti. I nostri pensionati al minimo. Quelli ai quali viene staccata la luce ed il gas perché non ce la fanno a pagare.

Ancor di più se si considera che la quasi totalità dei forlivesi non ha alcuna memoria delle ricadute politiche ed economiche sul nostro territorio per il loro operato in parlamento. Sfido chiunque a legare il nome di un parlamentare locale, dalla Masini a Turroni, così come tutti gli altri, ad una grande opera o beneficio politico che è stato raggiunto grazie alla loro presenza in parlamento.  Tutta ordinaria amministrazione. Atti dovuti. Tutta fuffa. A differenza dei milionari rendimenti per tutta la vita.

Uno per tutti. Al solo pensiero che  l’ex senatore verde Sauro Turroni, ma anche tutti gli altri, percepiscono comodamente a casa circa 8.000,00, dicasi ottomila euro, per essere stato 15 o 20  anni in parlamento, mi fa veramente incazzare ed indignare.

Dovrebbe perlomeno porsi il problema così come tutti gli altri, se non sia giusto restituire alla comunità un po’ del suo e loro tempo e dei suoi e loro guadagni. Per esempio, lavorando gratis alla mensa della caritas, a tenere in ordine il verde pubblico, ad assistere gli anziani, ad accompagnare a scuola i bambini,  almeno fino ai 65 anni.

Altro che striscioni con il sole che ride. Altro che spot elettorali e raccolta firme. Altro che passerelle e fotografie alle inaugurazioni. Altro che inviti a pranzi e cene e feste e ricorrenze. Ride solo lui e loro. Anche quando avranno letto questo articolo. Tanto chi li tocca e soprattutto chi tocca i loro vitalizi?
 

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