Zanetti (Pd): "Dopo le primarie costruire insieme"

A una settimana dalle primarie per la scelta dei parlamentari e dopo valutazioni sui risultati giunte da più parti, ritengo che l'imperativo categorico da cui è necessario partire sia: costruire insieme.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ForlìToday


A una settimana dalle primarie per la scelta dei parlamentari e dopo valutazioni sui risultati giunte da più parti, ritengo che l'imperativo categorico da cui è necessario partire sia: costruire insieme.


Il Partito democratico è il primo partito in Italia e può ancora migliorare il proprio consenso; lo confermano queste tornate di primarie dove inaspettatamente l'affluenza è stata particolarmente elevata.

Ciò dimostra che le persone hanno voglia di partecipare e di influire nelle scelte importanti che riguardano il nostro Paese; nostra responsabilità è raccogliere e interpretare adeguatamente questo segnale e dargli voce. Chi riveste ruoli di rilievo all'interno del partito ha il dovere di aprire una seria e approfondita riflessione su questo.


Il dato del 25 novembre ci restituiva nel forlivese un 42% di consensi a favore del candidato sconfitto Renzi; se consideriamo il fatto che una parte di quel consenso derivava da un voto d'opinione catalizzato dal candidato stesso, una buona parte possiamo dire che sia stato il frutto del lavoro svolto sul territorio, lavoro che ha costituito una rete, la quale, dopo il 25 novembre, non si è dissolta ma continua a vivere. Parlo di rete, piuttosto che di corrente, perchè sono fermamente convinta che le primarie siano uno strumento prezioso, di cui per altro si è coraggiosamente dotato solo il Pd, che deve essere considerato come elemento di costruzione e non di divisione o frammentazione, tanto che personalmente ritengo che dal giorno successivo all'esito delle consultazioni cessino le posizioni diverse e si corra tutti insieme per costruire un Pd più forte.


Trovo particolarmente attente e puntuali le parole del segretario e candidato premier Bersani a margine dell'incontro con Renzi "La nostra forza è essere un grande partito popolare e pluralista, con tanti protagonisti e c'è una sintesi che cerchiamo di portare fuori dal politicismo, sulle cose reali,..." Da queste parole di condivisibile apertura dobbiamo partire tutti insieme con entusiasmo e responsabilità affinchè ogni singola occasione che ci vede impegnati come partito sia motivo di crescita e rafforzamento, senza lasciare indietro nessuno e soprattutto aprendosi alla richiesta di partecipazione che viene non solo dai nostri consolidati elettori ma dalla società civile.

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