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Lunedì, 22 Aprile 2024
Politica

"Alluvione, non mi pento in alcun modo di avere pianto": il sindaco Zattini si racconta in tv

Dice Zattini: "Rivendico il diritto di chiunque, anche di un sindaco, alla emotività di fronte alla tragedia umana e sociale che ha colpito la città con l'alluvione"

"Rivendico il diritto di chiunque, anche di un sindaco, alla emotività di fronte alla tragedia umana e sociale che ha colpito la città con l'alluvione. Essere attaccato per quel motivo dai politici mi dispiace perché lo ritengo disdicevole. Il vero punto è se ho fatto o no ciò che potevo per intervenire a favore della popolazione. Ho la coscienza tranquilla: ho messo tutto me stesso per questo obbiettivo, da allora fino ad oggi. Non mi pento in alcun modo di avere pianto".

Sono le parole Gianluca Zattini è intervenuto alla trasmissione"Salotto Blu" condotta da Mario Russomanno che andrà in onda stasera, domenica , alle 23 su Video Regione, canale 99 del digitale terrestre.  Il sindaco ha risposto a domande riferite al presente e al futuro del territorio forlivese, tra cui le polemiche per la commozione mostrata nei giorni dell'alluvione e durante i funerali delle vittime. 

Anche altri i temi trattati dalla trasmissione. Le difficoltà della sanità pubblica? "Forlì ha sempre goduto di strutture sanitarie di eccellenza, grazie anche a storiche figure di medici dotati di visione organizzativa e sociale. Oggi, però, è molto cambiata la società, il rapporto numerico tra anziani e giovani è sbilanciato. Gli anziani sono tanti, si ammalano e sono ansiosi per la salute. Dobbiamo ripensare il modello, partendo dalla medicina di base. Occorre dare maggiore possibilità ai cittadini di accedere alle strutture sanitarie, anche quelle ospedaliere, e sicurezza di essere assistiti in tempo utile. Mancano i medici, lo sappiamo. Il fatto che a Forlì ci sia oggi la Facoltà di Medicina è un segnale incoraggiante"

L'invecchiamento della popolazione cambia le cose? "Ci obbliga a pensare a una nuova concezione di welfare, che parte anche dalla forte caduta della natalità.  Le culle vuote costituiscono problema serio anche per l'economia locale. La struttura pubblica può fare molto ma non tutto, la collaborazione con le forze sociali e civili, con il volontariato, sarà sempre più importante. Penso che il tema del wefare debba diventare più centrale nell'agenda politica".

Il lavoro per i giovani? "A Forlì la possibilità concreta di lavorare esiste. Ci sono aziende che offrono lavoro, insediamenti universitari solidi. Occorrerà, a mio giudizio, puntare sempre più sulla preparazione di giovani in grado di corrispondere alle reali esigenze delle imprese. E, lo dico con franchezza, dobbiamo pensare che non esiste solo il lavoro intellettuale. Esiste anche una intelligenza delle mani: ci si può garantire il futuro e avere soddisfazione anche senza essere quelli che un tempo erano chiamati colletti bianchi. Senza contare i nuovi mestieri suggeriti dalla rivoluzione digitale"

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