Zona arancione, Pompignoli (Lega): "Bonaccini revochi l'ordinanza regionale"

"Arrivati a questo punto, dopo le presunte misure adottate dal Ministro Speranza, l’ultima ordinanza regionale del Presidente Bonaccini non solo perde di significato, ma ci penalizza due volte"

"Arrivati a questo punto, dopo le presunte misure adottate dal Ministro Speranza, l’ultima ordinanza regionale del Presidente Bonaccini non solo perde di significato, ma ci penalizza due volte". A sostenerlo è il consigliere regionale della Lega Massimiliano Pompignoli, che continua: "La situazione per i nostri territori è disastrosa perché alle limitazioni dovute dalla zona arancione si sommano quelle stabilite dal Governatore emiliano-romagnolo. Gli forzi di queste settimane, il rallentamento, seppur minimo, nel numero dei contagi e il rispetto pressoché assoluto e omogeneo dei protocolli di sicurezza anti-covid non sono bastati a evitare il peggio. Pur nella consapevolezza che Bonaccini, al quale rivolgo un sincero e profondo augurio di pronta guarigione, sta attraversando un momento difficile aggravato dalla condizione di isolamento domiciliare, l’appello che gli rivolgo è di imporsi nel suo ruolo di Presidente all'interno della Conferenza Stato – Regioni e, a queste condizioni, di valutare la revoca della sua ultima ordinanza".

"E’ una situazione inaccettabile. A poche ore da quella che dovrebbe essere l’entrata in vigore dell’ordinanza del ministro Roberto Speranza che fa rientrare l’Emilia-Romagna in zona ‘arancione’, non è dato di sapere se i tempi siano quelli preventivati o ci sia uno slittamento - aggiunge il collega Jacopo Morrone, segretario della Lega Romagna - Non solo non si comprendono le motivazioni oggettive della intempestiva decisione di Speranza, che sta mettendo in ginocchio ristoranti, bar, ovvero tutti gli esercizi di somministrazione di cibi e bevande, che già si erano preparati a una domenica con avventori in presenza, ma addirittura trapelano notizie su supposte indecisioni circa l’orario di avvio del provvedimento che si aggiungerà all’ordinanza regionale, anch’essa più restrittiva, adottata dalla Giunta Bonaccini il 12 novembre. Ci fidiamo poco. Visti i clamorosi scivoloni del Governo Conte in tutti gli ambiti, i ritardi e gli errori commessi dal primo lockdown a oggi, incominciamo a dubitare anche di queste disposizioni punitive e liberticide e dei parametri sul livello di rischio e dello scenario epidemico disposti dai vari Comitati scientifici e dalle Cabine di regia. Non sottovalutiamo contagi e rischi, ma il problema deve essere affrontato da tutt’altro punto di vista. Quello costruttivo e non distruttivo del tessuto economico e della tenuta sociale delle comunità nazionale e locali".

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