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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Salute

Diabetes Marathon perché "col diabete si può fare tutto", parola di tedoforo alle Olimpiadi

 Forlitoday ha incontrato il Presidente della Diabetes Marathon William Palamara e abbiamo approfondito come è nata questa grande iniziativa

Domenica si svolgerà per le vie di Forlì la quinta edizione della Diabetes Marathon, evento solidale che raccoglie fondi per i bambini con diabete. Sport e diabete non rappresenta un binomio impossibile, primo perché proprio l'esercizio fisico è uno dei principali strumenti di prevenzione di questa malattia in crescita, sia perché - per chi ne è affetto - la malattia con gli opportuni accorgimento non può e non deve impedire una vita vissuta a tutto tondo e quindi anche sotto il profilo dell'attività sportiva. Forlitoday ha incontrato il Presidente della Diabetes Marathon William Palamara e abbiamo approfondito come è nata questa grande iniziativa che  giunta alla sua 5^ edizione, è divenuto un evento di sport e solidarietà tra i più sentiti del territorio.

Lei ha sempre detto che tutto è cominciato dalla sua esperienza personale con il diabete, quanti anni aveva? come ha cambiato la sua vita e come ha reagito?
“Ero un ragazzino di 12 anni quando dopo una banale influenza mi diagnosticarono il diabete di tipo 1. Non è stato semplice anche perché essendo insulina dipendente dovevo costantemente monitorarmi e fare punture. All’inizio credevo che non avrei più potuto fare molte cose, mi sentivo etichettato come diverso. Era il 1993 e all’epoca non erano tanti i bambini con il diabete mentre ora purtroppo il numero è sempre in crescendo, proprio per questo ma soprattutto proprio perchè memore di questa esperienza ho voluto insieme ad altri amici trovare un modo per fare informazione e  perché chiunque fosse passato nella mia situazione non si sentisse diverso, escluso ma anzi che capisse che anche con il diabete si può benissimo fare tutto!”

Lei spesso tiene incontri nelle scuole e inoltre con l’associazione avete anche creato dei campi per ragazzi, bambini con diabete, che cosa riscontra nei ragazzi? Come vivono questa esperienza?
“Nelle scuole è sempre bello andare ed incontrare i ragazzi, spesso organizziamo incontri proprio per includere ed informare gli alunni che hanno qualcuno in classe con il diabete perché possano al meglio comprendere questa malattia e per dimostrare appunto come ciò non comporti a divieti o negazioni, si può uscire con gli amici, giocare a calcetto, uscire per una pizza ecc. Anche nei campi che organizziamo cerchiamo di valorizzare questo aspetto. E’ importante per chi contrae il diabete fin dall’infanzia imparare a conviverci il prima possibile. Anche i genitori sono coinvolti nei nostri campi che possono, come i ragazzi e i bambini, avvalersi degli esperti quali dottori e psicologi per affrontare al meglio la situazione. Ci sono genitori che si scambiano esperienze e parlando spesso si scoprono compresi e questo fa sentire molto meno soli.”

Domenica si svolge la maratona, un evento che negli anni scorsi ha visto una partecipazione molto alta e sentita, che vuole lanciare un messaggio forte e positivo e che lei stesso ha lanciato anche in diretta mondiale come tedoforo a Pyeongchang; come è arrivato fino a lì?
“Era maggio 2017 quando quasi per caso decisi di provare a mandare la mia candidatura come tedoforo per le Olimpiadi invernali in Corea del Sud. Bisognava scrivere un autocandidatura e io scrissi un messaggio breve e chiaro ossia il mio sogno: poter dire a più persone possibili che anche con il diabete si può fare tutto. Chi selezionava le candidature credo abbia capito fino in fondo quello che volevo dire e mi ritrovai ad essere uno dei 19 italiani su 7500 persone selezionate. E’ stata un esperienza forte e bella.”

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