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Salute

L'impegno di Forlì contro il cancro gastrico: migliore alimentazione e tumori in calo

"Da tempo - ricorda il sindaco Davide Drei - l'ospedale di Forlì è impegnato nella lotta contro questo tumore, confermando la sua vocazione in ambito oncologico gastro-enterologico"

Forlì ha ospitato il Congresso Internazionale sul cancro gastrico, con relatori e professionisti giunti da tutto il mondo per illustrare lo stato dell'arte della prevenzione, ricerca, diagnosi e cura di questa patologia, terza causa di morte al mondo. "Da tempo - ricorda il sindaco Davide Drei - l'ospedale di Forlì è impegnato nella lotta contro questo tumore, confermando la sua vocazione in ambito oncologico gastro-enterologico e la qualità dei percorsi clinici collegati alla ricerca scientifica. Un ringraziamento particolare al professor Giorgio Ercolani, al dottor Luca Saragoni, al dottor Paolo Morgagni e al team multidisciplinare per l’impegno a favore della nostra salute".

Hanno partecipato alla due giorni settanta relatori, tra i maggiori esperti di cancro gastrico a livello internazionale e provenienti da 19 diversi paesi del mondo, oltre a 250 professionisti e la presenza dei tre presidenti dell'Associazione Mondiale del cancro gastrico. Scopo dei lavori llustrare lo state dell'arte della prevenzione, ricerca, diagnosi e cura di questa patologia, che è la terza causa di morte al mondo. È stata scelta Forlì come sede di uno dei più importanti convegni al mondo nel settore "perchè l'ospedale di Forlì è da tempo impegnato nella lotta contro questo tumore a prognosi infausta, anche in virtù della elevata incidenzadello stesso nel territorio romagnolo - spiegano gli organizzatori, Ercolani, Saragoni e Morgagni -. L'importante esperienza maturata sul   campo, oltre a connotare l'ospedale forlivese per la sua vocazione in ambito oncologico gastro-enterologico, ha consentito al team multidisciplinare   dedicato di diventare leader e punto di riferimento sul tema a livello  mondiale. Al congresso sono stati affrontati gli argomenti di maggiore  attualità riguardanti la diagnosi e il trattamento di questa malattia,alcuni dei quali sono oggetto di studi e collaborazioni internazionali, in cui il team multidisciplinare dedicato dell'ospedale di Forlì risulta   coinvolto attivamente. Dal confronto tra i vari esperti mondiali scaturiranno le future linee guida, ai fini di un appropriato inquadramento diagnostico ed approccio terapeutico."

"Ogni anno in Italia si diagnosticano 14 mila nuovi casi di tumore e 850 mila se ne registrano nel mondo - spiega Saragoni dell'Anatomia Patologica di Forlì -. La Romagna, invece, registra l'incidenza più elevata di casi con 29,2 nuovi casi di uomini su 100 mila abitanti e 14,9 casi di donne. Grazie però al team mutlidisciplinare, che si è creato negli anni nell'ospedale forlivese, Forlì ha potuto registrare il più alto tasso di diagnosi precoci dell'Occidente, il 36% di tutti i tumori trattati, cone le migliori sopravvivenze, superiori al 90% a 10 anni. Risultati importanti, se si tiene conto che la mortalità è elevata e che la sopravvivenza globale media è del 32%". "Gli studi effettuati  dimostrano la forte componente ambientale di questi tumori - prosegue Ercolani, primario della Chirurgia e Terapie Oncologiche di Forlì e professore ordinario  all'Università di Bologna - La stessa popolazione, che si sposta da una zona a bassa incidenza ad una ad alta incidenza, è soggetta ad una maggiore insorgenza del tumore. per questa patologia è fondamentale la diagnosi precoce, così ben realizzata nella realtà forlivese e replicabile in altre realtà, ma anche la collaborazione dei medici di famiglia, fondamentali per l'individuazione della patologia nei loro pazienti."

"I fattori ormai rilevati ed incidenti nell'insorgenza del tumore - prosegue Saragoni - sono la dieta ricca di carne rossa, conservata e alla brace, fumo, alcol,  ma anche la componente genetica e l'uso massiccio di inibitori di pompa protonica". "Migliorando gli stili di vita e la dieta - aggiunge Morgagni, della chirurgia generale - sono diminuiti i tumori legati a questo fattore ed oggi rileviamo una maggiore incidenza di quelli con una componente genetica. Negli anni Ottanta e Novanta e lo dimostrano le statistiche da noi effettuate le zone rurali del forlivese e di tutte le colline romagnole e toscane presentavano un'altissima incidenza di tumori allo stomaco. Diminuendo il consumo di carne alla brace, insaccati, prodotti affumicati e carbonizzati, sono diminuiti i casi di tumore. Nel periodo tra il 2005 e il 2010, l'incidenza tra i giovani dell'area forlivese -cesenate è diminuita del 50%".

"La cosiddetta epidemia di cancro gastrico nella provincia di Forlì-Cesena - conclude Saragoni - è virtualmente finita, grazie all'importante lavoro clinico e scientifico del gruppo di medici e infermieri che se en sono occupati. Ora il rischio di ammalarsi si è ridotto ed è lo stesso delle altre parti della Romagna. L' ospedale di Forlì nel 1998 ha contribuito, con i suoi professionisti, alla Fondazione del Gruppo Italiano di ricerca sul cancro gastrico, partecipando a convegni internaizonali e mondiali con le proprie ricerche. Ora finalmente, ha portato a Forlì, centro di eccellenza nella cura di questa patologia,  il gotha dei massimi esperti mondiali nel settore".

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