Lotta ai tumori: via libera in Europa alle prime terapie cellulari

"Leucemie e linfomi sono al momento le neoplasie più facili da trattare dal punto di vista immunologico", osserva Amadori

Via libera in Europa alle prime terapie cellulari per i tumori. "Si tratta di una terapia completamente nuova, che utilizza i linfociti-T dello stesso paziente caricati, tramite tecniche di ingegneria genetica, di sostanze capaci di riconoscere gli antigeni che le cellule del tumore esprimono e aggredirle ovunque esse si trovino", commenta il professor Dino Amadori, presidente dell’Istituto Oncologico Romagnolo e direttore scientifico Emerito Irst Irccs.

"Leucemie e linfomi sono al momento le neoplasie più facili da trattare dal punto di vista immunologico - continua Amadori -. Per i tumori cosiddetti solidi esiste qualche difficoltà in più, ma non si tratta di un ostacolo insuperabile: è lecito pensare che nel giro di 3-4 anni anche questa tipologia di malattie potrà essere trattata in maniera adeguata con la medesima tecnica. Anche noi, all'Irst Irccs, disponiamo di una cell factory che sta lavorando per somministrare questo tipo di terapia, ma ci vorrà ancora un po' di tempo: per utilizzare tali farmaci dobbiamo prima assicurarci di poterlo fare in condizioni di estrema sicurezza per il paziente".

I farmaci approvati attualmente sono il tisagenlecleucel, utile nel trattamento di leucemia linfoblastica acuta a cellule B in giovani e bambini e il linfoma diffuso a grandi cellule B negli adulti, e axicabtagene ciloleucel, per pazienti adulti con linfoma diffuso a grandi cellule B e con linfoma primitivo del mediastino a grandi cellule B.

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