Nuovo studio sperimentale, nasce il progetto "Bio-Distretto": Coldiretti e Irst studiano gli effetti dell'alimentazione simbiotica

Si tratta di uno studio interventistico che intende analizzare la variazione della flora intestinale dei partecipanti, che per 30 (trenta) giorni seguiranno un regime alimentare con alimenti provenienti da agricoltura simbiotica

Quali sono gli effetti del consumo di prodotti provenienti da agricoltura biologica e simbiotica sul microbiota umano? A questa domanda punta a rispondere lo studio promosso dall’Istituto Scientifico Romagnolo per lo Studio e la Cura dei Tumori Irst Irccs, in collaborazione con Università di Bologna, Consorzio Eco-Simbiotico e Coldiretti Forlì- Cesena. Si tratta di uno studio interventistico che intende analizzare la variazione della flora intestinale dei partecipanti, che per 30 (trenta) giorni seguiranno un regime alimentare con alimenti provenienti da agricoltura simbiotica.

Il dato verrà messo a confronto con quello ottenuto dai campioni raccolti nei 30 (trenta) giorni precedenti l’inizio del trattamento alimentare, in cui gli stessi soggetti hanno seguito il loro abituale regime alimentare. In questo modo ogni caso è il controllo di se stesso.

“Lo studio - come afferma Patrizia Serra, principal investigator dello studio ecoordinatore Data Manager Unità di Biostatistica e Sperimentazioni Cliniche Irst Irccs - è stato appena avviato dopo aver completato il consueto iter autorizzativo al quale tutte le progettualità Irst sono sottoposte, al fine di garantire la qualità e scientificità dei risultati ottenuti". Cuore dello studio, la Valle del Bidente che identifica il primo "Bio Distretto della Val Bidente". Qui, grazie ad aziende agricole che hanno adottato il sistema di agricoltura eco-simbiotica, ma anche grazie alla sinergia tra le stesse imprese, Coldiretti ed enti locali, si è puntato sulla valorizzazione della biodiversità e del settore agricolo, più precisamente di un sistema di agricoltura sostenibile capace di creare sviluppo economico nel pieno rispetto dell’ambiente.

Con questo studio Irst, oltre a contribuire dal punto di vista scientifico alle indagini riguardanti l’alimentazione, prosegue nella sua azione di utilità sociale coinvolgendo, per la prima volta l’intero “sistema territoriale” ed i piccoli produttori agricoli custodi del territorio stesso. Al centro di tutto – spiega Lisa Paganelli, coordinatrice scientifica del progetto per Coldiretti Forlì-Cesena - l’agricoltura simbiotica, sistema di coltivazione basato sull’utilizzo di un complesso microbico costituito da lieviti, funghi e batteri, che in simbiosi con le radici della pianta ne migliorano lo sviluppo aiutandola nell’assorbimento di preziose sostanze nutritive presenti nel terreno. Tale processo, all’interno del quale uomo, animali e vegetali riescono a co-esistere in un rapporto di mutua soddisfazione e in ideale equilibrio biologico, è il principio chiave sul quale si basa il progetto del Bio Distretto della Val Bidente".

"Voglio sottolineare il grande sforzo, non solo logistico, profuso dalle aziende agricole che hanno aderito al Distretto sposandone il Codice Etico - afferma il direttore di Coldiretti Forlì-Cesena Anacleto Malara - uno sforzo che, come Organizzazione, abbiamo supportato convintamente poiché la creazione di un circuito economico agricolo locale e sostenibile è possibile solo mediante la cooperazione tra produttori agricoli, imprenditori, istituzioni e amministrazione pubblica, attraverso l’implementazione di nuovi modelli organizzativi che generano per i territori un ventaglio di opportunità e di strumenti per un rinnovato sviluppo economico, anche grazie alla disponibilità di strutture, strumenti competenze e servizi”.

Sono diverse le azioni e i programmi virtuosi che verranno attuati dai Comuni del Bidente sottoscrittori del Codice Etico, Santa Sofia, Galeata, Civitella di Romagna e Meldola (capofila del Distretto), al fine di creare una vera e propria filiera eco-simbiotica di vallata. Il Comune di Santa Sofia e Premilcuore si focalizzerà sulla difesa della biodiversità, difesa del patrimonio boschivo e creazione e tutela della filiera della fauna selvatica, utilizzando strutture già presenti sul territorio (Macello Comunale di Santa Sofia), cooperative ed Enti Locali (Parco Foreste Casentinesi), con lo scopo di creare valore da una filiera poco diffusa e regolamentare la diffusione incontrollata della fauna selvatica con la collaborazione del Corpo Forestale e di personale specializzato.

Il Comune di Galeata si concentrerà nel valorizzare la storia locale e le tradizioni, con la creazione di un circuito basato sul turismo di qualità che promuova all’esterno il patrimonio del nostro territorio.Civitella di Romagna promuoverà l’estensione delle produzioni agricole simbiotiche e biologiche del territorio, nonché programmi didattici basati sulla sana alimentazione, primo tra questi il progetto pilota appena avviato all’Asilo Sacro Cuore di Cusercoli: mentre Meldola ottimizzerò la qualità dei servizi ambientali adottando politiche attive per la tutela dell’ambiente e dell’acqua.

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