Registro Tumori Regionale, Amadori: "Uno strumento formidabile per la prevenzione"

"Ringraziamo l’assessorato alla Salute per avere affidato la gestione del Registro Tumori Regionale a un istituto di ricerca come l’IRST, già sede del Registro Tumori della Romagna, Imola e Ferrara", commenta il professor Dino Amadori, direttore scientifico emerito Irst Irccs

La Regione Emilia Romagna ha individuato nell'Irst il  titolare del trattamento dei dati e garante della gestione amministrativa, tecnica e informatica del Registro Tumori Regionale. "Ringraziamo l’assessorato alla Salute per avere affidato la gestione del Registro Tumori Regionale a un istituto di ricerca come l’Irst, già sede del Registro Tumori della Romagna, Imola e Ferrara", commenta il professor Dino Amadori, direttore scientifico emerito Irst Irccs.

La storia del Registro Tumori nel territorio romagnolo affonda le radici nel 1985 quando, grazie all’Istituto Oncologico Romagnolo (IOR), ha iniziato la sua attività. Oggi, sotto la guida del dottor Fabio Falcini, è diventato il più grande di tutta la Regione. "Il valore di un Registro Tumori - continua Amadori - tocca molteplici aspetti: prima di tutto ci permette di vedere quali sono i bisogni epidemiologici di un territorio garantendo così l’appropriatezza organizzativa basata non solo sulle richieste, che sono normalmente soggettive, ma sul bisogno. Inoltre, come strumento tecnico, fornisce valori precisi rispetto ai principali parametri su cui si deve basare la conoscenza del cancro, come ad esempio l’incidenza, la mortalità, la prevalenza e la sopravvivenza; ci permette così di misurare la salute di un’intera popolazione e non quella di un singolo gruppo di pazienti".

"Per quanto riguarda la prevenzione primaria, è uno strumento formidabile: se l’analisi dei dati del Registro mettesse in evidenza un fenomeno patologico inusuale, cosiddetto “sentinella”, in una particolare area rispetto ad altre zone, potrebbero venire attivate immediatamente indagini ad hoc per studiarne le cause - prosegue Amadori -. Queste azioni permettono di esaminare l’epidemiologia in modo analitico e non solo descrittivo. Un altro aspetto significativo è la sua valenza internazionale: permette, infatti, di mettere a confronto i dati di un determinato territorio con quelli del resto del mondo basandosi su cifre certe e verificabili da tutti".

I dati del Registro Tumori risultano rilevanti anche rispetto alle valutazioni delle attività, dei costi e degli esiti della cura: "In un momento in cui hanno assunto un ruolo fondamentale le ricerche di carattere organizzativo e sui sistemi sanitari - dichiara Mattia Altini, direttore sanitario e responsabile del Gruppo di Outcome Research Irst - è molto importante disporre di un Registro Tumori come verifica dell’affidabilità dei flussi amministrativi correnti. Infatti, attraverso queste analisi, è possibile condurre studi di esito (outcome research) volti a valutare i risultati del processo di cura. Un esempio significativo può essere la valutazione degli esiti degli screening e le conseguenze che queste analisi possono portare in termini di riallocazione delle risorse disponibili al sistema. Riuscendo, infatti, ad intercettare precocemente i bisogni, è possibile garantire una più virtuosa gestione delle risorse economiche delle Sistema Sanitario Nazionale". 

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