Sabato, 31 Luglio 2021
Scuola

Due bimbe non vaccinate sospese dal nido. "Presentata la comunicazione generica avuta dall'Ausl"

Il caso è avvenuto a Forlimpopoli. Genitori hanno provveduto a ritirare iscrizione

Due bimbe di uno e due anni sono state sospese dalla frequenza dell'asilo nido comunale perché ritenute non in regola con le vaccinazioni. La vicenda è avvenuta a Forlimpopoli. Secondo quanto riportato nell'edizione di giovedì de "Il Resto del Carlino", ai genitori delle piccole è stata spedita una lettera vistata dalla stesso sindaco Mauro Grandini preceduta, venerdì scorso, da una telefonata nella quale si diceva di non presentare le bambine all'inserimento in quanto la loro posizione non era in regola con l'iscrizione al nido poiché doveva essere presentato il certificato di avvenuta vaccinazione.

Le due bambine non sono state espulse: con il provvedimento è stata sospesa la sola frequenza al nido e anche il pagamento della retta è stato sospeso. Ad ogni modo nella stessa giornata nella quale è stata consegnata la lettera, i genitori hanno provveduto a ritirare l'iscrizione al nido. Il parlamentare Marco Di Maio parla di "una scelta dolorosa, ma giusta sia dal punto di vista della tutela della salute che dal punto di vista dl diritto. Se fossi stato nel sindaco Mauro Grandini e nell'assessore Sara Pignatari avrei fatto la stessa cosa".

Chiarisce il suo pensiero il deputato forlivese: "Nonostante il caos e le contrastanti dichiarazioni di questo governo, è tuttora in vigore la legge che ha stabilito l'obbligo di vaccino per poter effettuare l’iscrizione a nidi e scuole dell'infanzia. E' una misura che serve a preservare la salute dei nostri figli e dei loro compagni di classe che, per motivi medici, non possono vaccinarsi, rischiando così di essere contagiati da chi deliberatamente sceglie di mettere a rischio la propria e la salute altrui. La sospensione dalla frequenza è comunque reversibile: cioè una volta effettuati i vaccini mancanti, il bambino può tranquillamente tornare a scuola. Una norma che stiamo difendendo anche in queste dal tentativo del Governo attraverso il decreto "Milleproroghe" di indebolirla, allentarla e infine abolirla. Non lasciamoci incantare da chi racconta bugie antiscientifiche e talvolta pericolose, cercando lo scontro assurdo tra politica e scienza".

"Presentata una comunicazione generica"

Sulla questione si è espressa anche Noemi Zucchi, del direttivo "LiberoXTutti". "La famiglia non aveva nessun appuntamento per luglio per la vaccinazione delle bimbe. Come previsto dalla Legge 119 e dalla circolare ministeriale del 6 luglio, entro il 10 luglio i genitori dovevano consegnare alle scuole la richiesta di appuntamento vaccinale fatta all'Ausl e questi genitori lo avevano fatto. A questa richiesta, l'Ausl ha risposto a fine luglio con un invito a presentarsi liberamente entro il 31 ottobre".

"La Giunta della nostra Regione, al termine di un’estate in cui la questione vaccinale ha tenuto impegnata l’agenda politica e a pochi giorni dall’inizio della scuola, ha emanato una delibera che non solo va a ingarbugliare una legge già di per sé complessa, ma aggiunge oneri per le famiglie e per le segreterie scolastiche - aggiunge Zucchi -. Pur trattandosi di un atto amministrativo che non può avere conseguenze a livello normativo, molti dirigenti scolastici, ora, mentre alcune scuole sono già iniziate, pretenderebbero di applicarla, imponendo queste nuove ed arbitrarie regole, imposte più per ragioni politiche che per un'emergenza sanitaria e chiedono alle famiglie di adeguarsi alle nuove richieste. Fra questi, il dirigente del nido comunale di Forlimpopoli".

"I genitori delle due sorelline, non avendo ricevuto un appuntamento preciso e dovendo cominciare il percorso del nido a giorni, hanno consegnato la comunicazione generica avuta dall'Ausl con l'invito a presentarsi liberamente entro la fine di ottobre - conclude Zucchi -. Ciò, anche volendo rispettare la delibera di Giunta regionale, avrebbe dovuto permettere loro di frequentare comunque la scuola almeno per questi due mesi, in attesa di capire come verrà modificata la legge a livello nazionale".

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