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I sindacati: "Cambia il vento per la Confindustria, cerca la guerra"

Sindacati contro Confindustria. L'opposizione, classica sulle cronache nazionali, è più rara con la stessa durezza sul territorio locale, con la regola non scritta che tra contendenti non ci si attacca frontalmente

Sindacati contro Confindustria. L'opposizione, classica sulle cronache nazionali, è più rara con la stessa durezza sul territorio locale, con la regola non scritta che tra contendenti non ci si attacca frontalmente. Cgil, Cisl e Uil, però, stavolta lamentano la rottura della 'pax': “Nel leggere la nota di Confindustria - Forlì riferita alle relazioni con le organizzazioni sindacali, viene da chiedersi se la polemica pubblica sia la via migliore per affrontare e risolvere i problemi; ma, se questo è, ne prendiamo atto”.

I tre sindacati bacchettano la Confindustria sul tema del lavoro precario: “Diventa infatti complicato affrontare il confronto quando a fronte di posizioni diverse, si viene etichettati come ideologici, conservatori, e come coloro che non fanno gli interessi dei lavoratori, ricordandoci che la soluzione è solo e sempre una maggiore flessibilità”. Nonostante i confronti anche accesi sul territorio Cgil e Confindustria hanno sottoscritto molti accordi per le aziende in crisi. E ancora: “Riteniamo non serva neppure rammentare a Confindustria le centinaia e centinaia di accordi firmati in questi anni per la gestione delle aree di crisi aziendale o come, anche assieme, abbiamo creato le condizioni economiche, finanziarie e produttive che hanno salvato o rilanciato innumerevoli aziende”.

Ed infine: “Ci sembra di capire che la strada (direi abbastanza “innovativa” per questo territorio) scelta da Confindustria sia che dalla crisi se ne esce con più precarietà (Forlì è maglia nera in Regione con oltre il 90% di assunzioni precarie), con la riduzione dei diritti e delle condizioni economiche (salario) e normative dei lavoratori (disdetta unilaterale di accordi aziendali consolidati nel tempo) e con atteggiamenti che a volte assumono vaghi sentori ricattatori, contrapponendo la cassa integrazione e la mobilità alla rinuncia del TFR o di altro. Poi magari la troviamo al prossimo convegno pubblico a parlare di innovazione, ricerca, qualità, sviluppo, ambiente e ruolo sociale dell’impresa".

E concludono i segretari generali: “Speriamo si tratti solo di un inopportuno “sopra le righe”, diversamente prendiamo atto che in Confindustria di Forlì il vento è cambiato, ma statene certi che CGIL-CISL-UIL saranno con i lavoratori, i precari, i disoccupati a rivendicare un Paese ed una società migliore dove i valori non siano chiacchiere”.

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