Venerdì, 12 Luglio 2024
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Alla scoperta del Parco Santa Chiara: una fascia di verde a ridosso della circonvallazione

"Del vecchio convento rimangono attualmente le grandi mura di cinta che chiudono in parte quello che era il vastissimo orto e terminano con una breccia aperta sul Viale Italia. All’interno delle mura sono ancora visibili parti di struttura delle vecchie fabbriche, difficilmente distinguibili dai resti dell’edificio religioso"

Un nuovo parco raccontato nel libro "Forlì città verde", progetto fotografico di Luca Massari con un saggio storico di Gabriele Zelli e un contributo dell'architetto Fabio Berni, è quella del Parco Santa Chiara. "Dell’esistenza del Monastero di Santa Chiara si ha una prima testimonianza che risale al 1256, anno in cui le suore, allora di San Damiano, fecero una donazione all’Ospedale di Santa Croce. Andrea Berardi, il cronista forlivese detto il Novacula, nelle sue “cronache” racconta che nel 1499 il Monastero subì gravi danni per un incendio; la chiesa venne nuovamente ricostruita nel 1660 e consacrata dal vescovo Giacomo Teodoli", si legge nel libro.

"Dopo le soppressioni napoleoniche subì varie vicissitudini. Dapprima fu acquistata da Luigi Belli che la demolì completamente insieme a parte del convento; in seguito la proprietà passò ai conti Antonio e Nicola Savorelli che la trasformarono in una fabbrica di candele. Lo stabilimento venne potenziato con l’introduzione di un mulino a vapore, di una filanda di seta e di un laboratorio di pilatura del riso. Nel 1864 l’industria chiuse i battenti per poi riaprirli nel 1908 grazie alla ditta Conti che la adibì ad allevamento di pollame, nonché a fabbrica del ghiaccio". 

"Del vecchio convento rimangono attualmente le grandi mura di cinta che chiudono in parte quello che era il vastissimo orto e terminano con una breccia aperta sul Viale Italia. All’interno delle mura sono ancora visibili parti di struttura delle vecchie fabbriche, difficilmente distinguibili dai resti dell’edificio religioso. Sugli edifici esistenti e su tutta l’area è stato attuato, negli anni scorsi, da parte di un privato un intervento di riqualificazione urbanistica (l'ultimo intervento è attualmente in corso), che ha portato anche alla realizzazione di un parco che ha accresciuto il centro storico di verde. L'area non ha però "personalità", essendo caratterizzata solo da diverse alberature e arbusti e qualche gioco per i bambini, tanto che è scarsamente frequentata anche perché l'adiacente viale Italia è molto trafficato. Perché allora non pensare a un'operazione di rimboschimento facendone un vero bosco urbano? Da segnalare che nelle vicinanze, sulla via Emilio Dandolo, è presente una vasta area privata, che un tempo faceva parte della fascia degli orti, non più utilizzata ma di grande interesse in prospettiva", conclude il volume.

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