Martedì, 21 Settembre 2021
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Da ristoratore a cantautore per raccontare storie: "Ho ripreso in mano la chitarra durante il lockdown"

Toccare l'animo delle persone, entrare in empatia attraverso i propri testi e la propria musica, è quello che Bertozzi vuole fare, come un cantore di storie, come i cantautori degli anni '60 e '70 che tanto lo affascinano

Da ristoratore, con la passione della musica e della scrittura da sempre, riprende in mano la chitarra durante il lockdown ed ora sta per uscire il primo singolo made in Forlì. Lui è Stefano Bertozzi, in arte Arcadio, santarcangiolese classe 1992. Arcadio proprio come uno dei protagonisti di “Cent'anni di solitudine” di Marquez, un personaggio che ha amato e odiato, ma che lo ha toccato. 

E toccare l'animo delle persone, entrare in empatia attraverso i propri testi e la propria musica, è quello che Bertozzi vuole fare, come un cantore di storie, come i cantautori degli anni '60 e '70 che tanto lo affascinano. Quest'avventura sta prendendo corpo a Forlì, alla casa discografica Deposito Zero, con la realizzazione di un album che arriverà il prossimo anno, prodotto da Woozy Production e Mattia “Matta” Dall’Ara. Il primo singolo “Marinai” è in arrivo a breve,  il 3 settembre su tutte le piattaforme. 

“Non avevo mai suonato professionalmente, né avevo mai pensato di intraprendere questa carriera, che ora spero diventi un lavoro – racconta Arcadio a Forlitoday.it -. Durante il secondo lockdown, ad ottobre dello scorso anno,  mi sono trovato fermo. Mi sono sempre occupato di ristorazione, ho avuto  due locali sul territorio per 6 anni, a Bellaria e Santarcangelo, poi mi sono trasferito a Milano, continuando nel settore come direttore di un ristorante. Con il Covid sono tornato  in Romagna e ad ottobre mi sono trasferito a Bologna”. Ma poi, di nuovo, tutto si è fermato. 

“Ho ripreso in mano la chitarra, ho sempre suonato e cantato da autodidatta.  La mia passione è la scrittura,  svrivevo per me, poi la musica è diventata un contenitore per i miei testi, una dimensione che mi soddisfava. Amo tantissimo leggere e la scrittura è stata una vera e propria  necessità durante il lockdown – ricorda Bertozzi - . Poi si sono verificate una serie di coincidenze:  una cara amica che lavora per un'etichetta di Barcellona mi ha consigliato di far sentire i miei pezzi, ed un'altra amica, song writer, mi ha messo in contatto con Deposito Zero, i miei brani sono piaciuti. E' un sogno che avevo, ma non mi ero mai spinto troppo avanti”.  Ora il sogno sta diventando realtà, le parole ed i pensieri di anni sono diventati canzoni, racconti di quello che colpisce l'autore,  di Rimini e della vita del territorio, presente e passata, ma anche di violenza sulle donne, manicomi prima delle legge Basaglia, ricordi della Seconda Guerra Mondiale sentiti dai nonni, di diritti.   

“Marinai” è un brano dal gusto pop, con riferimenti al cantautorato classico, è un dialogo a tre tra una madre, un figlio e uno spettatore esterno. “Non voglio rivelare troppo, perchè ognuno deve empatizzare con la canzone a suo modo, di fatto parla di migranti, che sono uomini di mare a tutti gli effetti, racconta la storia di chi, alla ricerca di un divenire migliore, perde la vita in mare”.

Il progetto cantautorale di Arcadio vedrà nell’inverno l’uscita di altri due singoli e “spero quest'inverno la partenza con un po' di date live e il lancio dell'album che vorrei fare a Santarcangelo”. Per i prossimi pezzi in uscita Bertozzi collabora con il pittore toscano, Enrico Pantani, autore delle copertine dei singoli. 

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