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Giovedì, 25 Aprile 2024
Cultura

Anche il baritono forlivese Daniel Giulianini a Torino per "Un ballo in maschera": "Un'emozione indescrivibile lavorare col Maestro Riccardo Muti"

L’opera verdiana, in tre atti, in passato ha avuto molti problemi con la censura, poiché nel 1859, anno del debutto, molti consideravano scandaloso un dramma che prevedesse un regicidio, una scena di magia e un amore extraconiugale

Ci sarà anche il baritono forlivese Daniel Giulianini sul palcoscenico del Teatro Regio di Torino, che dal 21 febbraio al 3 marzo ospiterà "Un ballo in maschera" di Giuseppe Verdi. A dirigere l'orchestra e il coro del teatro sarà il Maestro Riccardo Muti. "E' lo stesso Maestro che ha scelto il cast e per me è la primissima volta con lui", afferma Giulianini. La prima è già sold out. "E' un'emozione indescrivibile poter lavorare con la celebrità più importante e vivente al mondo come il maestro Muti", conclude il baritono. L'opera, firmata da Andrea De Rosa, direttore del Tpe Teatro Astra di Torino, può vantare interpreti superlativi - Piero Pretti, il tenore internazionale nel ruolo del protagonista Riccardo; baritono figlio d'arte e protagonista dell'ultimo Don Giovanni, Luca Micheletti in quello di Renato e l'astro nascente Lidia Fridman nelle vesti di Amelia. 

L’opera verdiana, in tre atti, in passato ha avuto molti problemi con la censura, poiché nel 1859, anno del debutto, molti consideravano scandaloso un dramma che prevedesse un regicidio, una scena di magia e un amore extraconiugale. Tuttavia, per il grande Verdi, fu una sfida invitante alla quale lui non volle assolutamente rinunciare. "Io e il regista - spiega il Maestro, addentrandosi nell'opera - non abbiamo cambiato una sola parola del libretto originale. Il passato non va cancellato: la storia è quella, ciò che è stato, è stato. Se sono stati fatti degli errori (dal punto di vista del 'politically correct', ndr), vanno corretti nei comportamenti semmai, in concreto, non alterati o annullati, altrimenti dovremmo cancellare buona parte dei libretti esisenti. E' un'opera d'arte e in quanto tale, è testimonianza: sarebbe come entrare in un museo e modificare i dipinti che oggi per qualche motivo, non ci rappresentano più". 

La rappresentazione si svolge in due eventi radicalmente diversi: una festa e una congiura. Al centro della vicenda c’è Riccardo, governatore di Boston, che, inconsapevole del pericolo che lo minaccia, pensa solo al suo amore per Amelia, la moglie del suo fedele amico Renato. La scoperta di questo sentimento desterà la gelosia in Renato, spingendolo a unirsi ai congiurati per cercare vendetta durante il fatidico ballo in maschera. Sul palco, combinati in modo magistrale, il comico e il tragico, la frivolezza del paggio Oscar, interpretato dal soprano Damiana Mizzi, unico personaggio 'en travesti' di tutto il teatro verdiano, e la passionalità del duetto d’amore dell’atto II e della grande aria di Renato “Eri tu che macchiavi quell’anima”. 

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