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Tortelli, tagliatelle, crescioni: è arrivata la stagione di stridoli e rosolacce

Le rosolacce o rosole altro non sono che le piante 'giovani' del papavero selvatico (rosolaccio appunto), quando ancora non fiorisce, i primi mesi della primavera solo il periodo migliore per la raccolta, si trovano nei campi

Sulle tavole della Romagna, con la primavera arrivano anche le erbe spontanee che in cucina si usano per gustosi sughi per la pasta o per farcire tortelli o crescioni. Stiamo parlando degli stridoli (o strigoli) e delle rosole (o rosolacce e rosolacci). In questa stagione, vicino ai corsi d'acqua, nei campi o in collina, capita di vedere persone chine, con sacchetto o cestino e coltellino alla mano, intente nella raccolta di queste primizie. 

Il nome degli stridoli (silene vulgaris), pare derivi dal rumore che queste foglie fanno se passate tra le dita, una sorta di stridore, crescono nella stagione più calda, in tutta la penisola italiana, prediligendo i terreni calcarei; si consumano prima della fioritura. Si possono mangiare anche crudi, aggiunti ad un'insalata, ma in Romagna un vero classico è la tagliatella agli stridoli. Il sugo viene preparato con queste erbe, mondate e pulite e pomodoro, spesso vengono inserite anche salsiccia o pancetta per dare un gusto ancora più goloso al piatto. Gli stridoli si possono cucinare comuque in moltissime maniere, nei risotti, nelle frittate, o anche inseriti nella pasta ripiena, ogni regione ha la propria ricetta. A Galeata queste erbe vengono celebrate alla fine di aprile con uan sagra.

Le rosolacce o rosole altro non sono che le piante 'giovani' del papavero selvatico (rosolaccio appunto), quando ancora non fiorisce, i primi mesi della primavera solo il periodo migliore per la raccolta, si trovano nei campi. Si trovano nei campi di cereali, ai bordi delle strade, e si staccano da terra di solito con l'uso di un coltellino. Dopo essere state private delle radici, lavate ed asciugate, devono rilasciare l'acqua in eccesso, cospargendole di sale e facendole riposare. Una volta pronte si usano per farcire i crescioni o nel ripieno dei tortelli insieme alla ricotta. Una vera prelibatezza della tradizione  culinaria romagnola. Ma anche queste possono essere consumate crude, o lessate come contorno, dentro alle polpette, insomma si prestano a tante ricette.  

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