Venerdì, 15 Ottobre 2021
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Il pianista noto in tutto il mondo Bahrami a Forlì: "La cultura è il petrolio degli italiani, la musica classica non è per un'elite"

Il pianista noto in tutto il mondo Ramin Bahrami ha aperto la rassegna estiva nell’Arena di Classe con un concerto tenutosi mercoledì con la Young Musicians European Orchestra con un programma musicale incentrato su Bach

Il pianista noto in tutto il mondo Ramin Bahrami ha aperto la rassegna estiva nell’Arena di Classe con un concerto tenutosi mercoledì con la Young Musicians European Orchestra con un programma musicale incentrato su Bach. Domenica sera il pianista iraniano suonerà nella rassegna dell’Emilia Romagna Festival all’Arena San Domenico a Forlì. Insieme al Direttore Artistico del festival, il Maestro Massimo Mercelli, si esibirà sempre in un programma su Bach, intitolato “Bach. L’armonia delle sfere” con l’intervento anche dei “solisti aquilani trio”, composto da Azusa Onishi al violino, Rocca Roggia sempre al violino, Simone de Sena al violoncello. In una intervista che abbiamo posto al pianista Ramin Bahrami abbiamo chiesto lui di raccontarci del pubblico italiano, verso il quale Bahrami ha espresso ampi apprezzamenti: “L’Italia ha un pubblico dei concerti meraviglioso e io conosco bene il vostro paese per aver studiato molti anni a Milano. È un pubblico che regala soddisfazioni. Io amo il popolo italiano perché ho passato gli anni più belli in una Milano molto aperta e amante della leggerezza. In Italia apprezzo molto la pizza napoletana, un po’ sottile”. 

Quale altro pubblico la soddisfa?
 “Quello giapponese è più educato ed affascinato dall’arte dei suoni, poi apprezzo quello austriaco, tedesco e ungherese”

In Italia la musica classica vive da qualche anno un periodo di crisi, da cosa dipende visto che lei gira il mondo per i suoi concerti e conosce molti Paesi? 

“Ritengo che in Italia sia calato l’interesse per la musica classica perché non è sostenuta. Io penso che la cultura che c’è in Italia dovrebbe essere la base economica ed è il vostro petrolio e ho la percezione che i giovani e gli intellettuali stessi abbiano paura di divulgare una musica per tutti, non è una d’elite! La musica non ammette barriere di nessun tipo e chiusure, è la filosofia più umana!”

 Quali sono le difficoltà da superare a suo parere?

 “Ci stiamo avvicinando ad una omologazione pericolosa, certe classi politiche metterebbero ancora frontiere, ma io mi rifugio nel bello e il bello è importante quanto i vaccini e le cure, perché l’uomo senza il bello è un brutto e non si vive di spread, dei giochi delle banche, ma si vive di cultura e di bellezza. L’uomo è empatico verso la cultura!”

 Come è composta la giornata del musicista concertista internazionale?

 “Ho una vita bella e con amicizie, la mia giornata è composta di tanto studio e degli immancabili 15.000 passi al giorno perché bisogna stare in forma fisicamente, mente sana in un corpo sano! Sono attratto dalla scrittura e ho già pubblicato 6 libri e sono molto diffusi tra i giovani. La cosa più bella è svegliarsi la mattina e chiamare la propria bimba prima di andare a scuola, fare una colazione vegana e poi 3 ore di studio al pianoforte e poi i passi nella natura; dopo pranzo l’ascolto dei grandi musicisti degli anni’60 e apprezzo molto Adele e poi scrivo e faccio nuovi progetti e lego Erich Fromm!”

 Qual è il rapporto con la religiosità per un musicista così tanto impegnato nello studio della musica?

 “Il rapporto con la religiosità è come quello di un monaco: io sono cristiano e vivo la musica e l’impegno come una chiamata, perché la musica coinvolge il proprio corpo e permette di conoscerlo.”

 Cosa è importante per un pianista oggi?

 “Io continuo a mettermi in discussione, continuo la ricerca, affronto il  compositore e mi pongo di fronte ad un ideale da raggiungere: è come uno scultore che fa una statua, ho la stessa necessità di rendere la musica più plastica come succede con l’argilla.” 

Cosa spera per il futuro? 
“Spero che mia figlia Shahin Maria che ha 7 anni ed è una fan di Vasco Rossi si appassioni alla musica Classica!” (Serena Vernia)  

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