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Russomanno racconta Secondo Casadei: Eulalia Torricelli da Forlì e i lunedì mattina al "Central bar"

Il libro scritto da Mario Russomanno ne descrive la vicenda umana e professionale in modo leggero ma esaustivo e presenta una ricca documentazione fotografica, tratta dall’archivio della famiglia del Maestro e da quello di “Casadei Sonora”

Sabato 4 settembre, alle 19, la due giorni di "Cara Forlì, la Grande Festa del Liscio", parte con la presentazione del libro dello scrittore Mario Russomanno intitolo "L'uomo che fece i romagnoli", tutto dedicato al grande maestro Secondo Casadei e alla sua lunga storia d'amore con la Citta' di Forli e la Romagna. Un libro pieno di aneddoti e foto inedite, che impreziosiscono la pubblicazione che esce in esclusiva per questa due giorni. A parlarne sul palco in Piazza Saffi a Forlì ci saranno anche il sindaco, Gian  Luca Zattini, la figlia del maestro Secondo, Riccarda Casadei, e il musicista e compositore forlivese Danilo Rossi, prima viola dell'Orchestra della Scala di Milano.

Anticipa Mario Russomanno: "Secondo Casadei non fu solo grande musicista e profondo innovatore dello spettacolo, ma anche una delle figure che maggiormente contribuirono alla socialità e alla identità culturale dei romagnoli". Il libro scritto da Mario Russomanno ne descrive la vicenda umana e professionale in modo leggero ma esaustivo e presenta una ricca documentazione fotografica, tratta dall’archivio della famiglia del Maestro e da quello di “Casadei Sonora”.

Dal libro emerge l’intenso rapporto che intercorse tra Casadei e Forlì: ebbe inizio nel 1924, quando il diciasettenne violinista di Gatteo esordì a Villafranca, e durò ininterrottamente fino al maggio del 1971, quando Casadei si esibì per l’ultima volta in Piazza Saffi. Il Maestro suonò, assieme ai “suoi” musicisti, centinaia di volte a Forlì e nel circondario e frequentò di persona assiduamente la città. Russomanno nel libro riferisce un gran numero di episodi e circostanze che legarono Casadei al “Cittadone”, uno assai curioso. "È il 1962, Casadei compone una canzone allegra, a ritmo di chachacha, che ripropone in modo giocoso la figura di Eulalia Torricelli da Forlì, personaggio inventato nel 1947 dai musicisti romani Gino Redi e Dino Olivieri e dal paroliere Nisa, autori di un motivetto che divenne un tormentone nazionale. Casadei descrive nel testo Eulalia come una bella ragazza forlivese ben disposta nei confronti dell’altro sesso. Immagina il passaggio di Eulalia tra i portici di Piazza Saffi e ne descrive il sinuoso incedere mentre lui è seduto al “Central bar” un lunedì mattina, giorno di mercato. La situazione non è totalmente frutto di fantasia: Casadei in quel bar trascorreva effettivamente la mattinata ogni lunedì.  Giungeva a Forlì sulla “Sita”, la conosciutissima corriere dell’epoca e, dopo avere effettuato una passeggiata tra i portici del centro, si si sedeva a un tavolino del bar, frequentato da musicisti, organizzatori di spettacolo e titolari di locali da ballo.  si stringevano accordi e si prendevano impegni con una stretta di mano.  Casadei, per quanto fosse all’apice del successo, fin dal 1954 “Romagna mia” veniva eseguita in tutto il mondo, considerava comunque quella forlivese piazza artistica importante. La sua presenza al “Central bar” e in altri luoghi della città era costante e non passava inosservata: tanti forlivesi si fermavano a salutarlo e lui si rendeva disponibile a chiunque. Eulalia, comunque, per quanto bella e simpatica (“se la stringete vi dice sì e vi dà appuntamento al Central bar il Lunedì”, affermava Casadei nel testo della canzone), non è mai realmente esistita. Peccato", conclude lo scrittore.

Il libro, omaggio del Comune di Forlì, sarà distribuito gratuitamente a tutti gli intervenuti alle manifestazioni musicali che si terranno in Piazza Saffi a Forlì il 4 e il 5 settembre.

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