L'impresa / Predappio

Oltre 600 chilometri in 22 ore, la nuova impresa in bici di Andrea: il giro "per onorare la Romagna"

Già negli anni passati si è reso protagonista di pedalate molto lunghe ed impegnative, completando diversi "Everesting" in bici da strada

"E' il giro più lungo che abbia mai fatto in vita mia". Tradotto: quasi 22 ore in sella alla sua bici da corsa, per un totale di 620 chilometri e 8.300 metri di dislivello. E' l'impresa compiuta da Andrea Brunelli, 41enne di Predappio, operaio stampatore alla Sidac di Forlì, sposato e padre di famiglia di Alisa 7 anni, e ciclista amatoriale per passione. Già negli anni passati si è reso protagonista di pedalate molto lunghe ed impegnative, completando diversi "Everesting" in bici da strada, ovvero scalato e ridisceso una salita un numero totale di volte tale da accumulare un dislivello positivo pari alla quota del monte Everest. 

Ma quello che ha completato domenica scorsa la definisce "molto significativa": "ho compiuto infatti l'intero giro del confine della Romagna in bici". Una pedalata per "onorare la nostra Romagna, martoriata dall'alluvione di maggio e riportare alla mente anche le tante poesie in dialettoromagnolo di mio babbo Antonio Brunelli (poeta dialettale vincitore di molti premi e presenza storica del programma A Tre'B di Pier Giuseppe Bertaccini in arte Sgabanaza sulla nostra più famosa emittente locale televisiva), scomparso anni fa per Covid, che tanto amava la nostra terra".

L'impresa è partita da Predappio: "Non ci avevo mai fatto caso, ma Predappio è il centro perfetto della Romagna, il suo ombelico, da cui ho iniziato a buttare sassolini come pollicino, a disegnare con le ruote della mia bici una linea, che nella mia testa avevo ben definita, giù fino a Cesenatico, poi tutta la nostra meravigliosa riviera fino ai confini con le Marche e da Cattolica su, Morciano e Montefiore Conca, discesa e salita a S.Marino e ancora più su, al meraviglioso castello di San Leo e oltre fino al passo di Serra San Marco sopra Villagrande.

Un breve sconfinamento a Carpegna nelle Marche, passo cantoniera e poi risalendo tutto il fiume Marecchia, i 19 chilometri di salita fino al Fumaiolo coi suoi 1350 metri, Verghereto dalla Biancarda, e da San Piero in Bagno, il Carnaio. Da S.Sofia a Corniolo mi sento a casa, cosi come la salita della Braccina, poi Fiumicello nella mia vallata del Rabbi e su fino ai 3Faggi e Muraglione, per scendere a Portico, dove mi aspettavano Alisa e Aliona. Questa prima parte è stata di 320 km e ben 5500 di dislivello".

Poi una sosta, soddisfando le richieste di moglie e figlia, "per non ridurmi nello stato in cui anno scorso dovetti abbandonare il mio lungo giro in Toscana". Dopo una veloce cena, una doccia e 4 orette di sonno, Brunelli è ripartito scalando subito il Monte Busca col suo Vulcanino. "Le frane mi hanno costretto a scendere fino a Modigliana, poi la breve, ma intensa salita del Beccugiano da Abeto, sconfinando poi in Toscana a Marradi, salite del Carnevale e del Paretaio, e da Fontanelice i Gessi, scendendo a Dozza, dove mi aspettavano ancora 200 chilometri di pianura fino alle Valli di Comacchio, e tutta la Romea e Adriatica fino alle stupende Saline di Cervia per un rientro a Casa, perchè la vera vittoria è sempre tornare a casa".

A far compagnia a Brunelli anche Andrea Facibeni "che mi ha accompagnato nella seconda parte del giro, raggiungendomi a Marradi. E' stato un gregario fondamentale sotto il punto di vista fisco, ma soprattutto sotto il punto di vista mentale, per non fare cedere la testa sotto il sole e il vento contrario che ci ha tolto tutte le forze nella monotona e sconfinata pianura dalla via Emilia, fino a Comacchio e anche oltre, almeno fino al rientro a casa, perchè come diciamo sempre, fa più male il vento contro che una salita".

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