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Mercoledì, 22 Maggio 2024
Una serata speciale

Paolo Beltramo ricorda Marco Simoncelli: "Mi manca da morire, l'amicizia è una forma di amore"

La presenza di “Super Sic” si è fatta sentire anche venerdì al Teatro Verdi nella serata organizzata nell'ambito dell'edizione 2024 della Segavecchia dallo staff di “Rombi di Romagna”, capitanato da Filippo Ambrosini

Ricordare una persona che non c’è più genera un vortice di emozioni contrastanti. Che strappa quasi all’unisono una lacrima ed un sorriso. Una sorta di sfida a braccio di ferro tra il rosso e il nero; un dolore che si trasforma in arcobaleno. Quello di Marco Simoncelli, 'rubando' una bellissima definizione che ha dato la voce del Motomondiale Guido Meda, “è un caso esemplare ed eclatante di vitalità dopo la fuga da questo nostro mondo; è da anni un caso di presenza nella vita della gente”. 

Paolo Beltramo ricorda Marco Simoncelli, serata al Teatro Verdi di Forlimpopoli (foto di Fabio Casadei)

E la presenza di “Super Sic” si è fatta sentire anche venerdì al Teatro Verdi nella serata organizzata nell'ambito dell'edizione 2024 della Segavecchia dallo staff di “Rombi di Romagna”, capitanato da Filippo Ambrosini, alla presenza anche della sindaca Milena Garavini e di Mirco Campri, presidente dell'Ente Folkloristico e Culturale Forlimpopolese. E ogni poltroncina rossa si è arricchita di un ricordo personale dell’indimenticabile campione di Coriano dopo la proiezione del film “La regola di Marco” alla presenza di un ospite speciale, il giornalista sportivo e amico dell'iridato 2008 della 250, Paolo Beltramo.

“Aveva una semplicità incredibile, era una persona spontanea e naturale - le commosse parole di Beltramo -. E' il pilota a cui sicuramente ho voluto più bene e l'amicizia è una forma di amore. Mi manca da morire e tutti i giorni lo penso più di una volta. Vedo il suo numero di gara, il 58, apparire ad esempio nel conta chilometri, in cartelli o sull'orologio. Secondo me Marco c'è ancora perchè continuiamo ad abbracciarlo, tenendolo vicino a noi con il nostro affetto”. 

Un ragazzo speciale prima ancora di essere un pilota speciale, che la gente comune gli ha voluto e continua a volergli bene perchè il classico esempio “di uno di noi”. “Lui era consapevole di vivere il sogno che aveva da bambino e mi consola il fatto che se ne è andato felice - il pensiero del giornalista -. E' entrato nel cuore per la sua personalità e il suo modo di correre. Sono convinto che avrebbe potuto vincere il campionato anche in MotoGp. Ed era così appassionato che secondo me sarebbe in pista anche oggi a 37 anni”. 

Il ricordo della tigre di Coriano vive attraverso la Fondazione Marco Simoncelli, che opera nell'ambito di progetti umanitari e che ha realizzato tra le molteplici attività una struttura per disabili a Coriano, inaugurata nel 2019: “Era molto sensibile verso le persone meno fortunate - ricorda Beltramo -. Era spontaneo verso tutti. Ho la convinzione che se Marco fosse stato ancora in vita ci avrebbe pensato lui a crearla”. 

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