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Coronavirus, lo sfogo di una madre: "O ci state spaventando troppo o non dite la verità"

Ecco lo sfogo di una madre: "Delle due l'una, come diceva la mia prof. di Filosofia al Liceo: o ci state spaventando troppo o non ci state dicendo la verità. Giuro io ne posso già più. Mi sembra di essere dentro un frullatore: sono 24 ore che abbiamo dovuto cambiare i nostri stili di vita; la gente sembra impazzita, farmacie e supermercati presi d'assalto, un mio dipendente chiama il medico di base per suo figlio ammalato e si sente rispondere che non può andare a casa a visitarlo. Un ragazzo con febbre e tosse chiama il 1500 non risponde nessuno, si reca in al pronto soccorso a Forlì, deserto, e lo accolgono infermieri tutti bardati (ci dite mantenete la calma, che non è niente, lo scioglimento dei ghiacci è più pericoloso del Coronavirus, ma quando io, i miei figli abbiamo avuto l'influenza nessuno mai ci ha accolto così). Io litigo con mio figlio perchè vuole andare a giocare a calcetto, glielo nego, mi sembra ovvio , se sono chiuse le scuole e i centri sportivi, mi vien da dire che non si possa nemmeno andare a giocare a calcetto, il 38enne, figlio del titolare del bar di Codogno, ha contratto il virus giocando a calcetto. Per favore, qualcuno di competente, solo competente, può spiegare a noi che facciamo tutt'altro mestiere o professione cosa sta veramente succedendo. Il panico si crea con le mezze verità. Grazie".

Elena Bussi

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