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La fabbrica dei forlivesi: i 50 anni di storia della Mangelli

Dagli anni '20 per 50 anni, grazie alla vicinissima nuova stazione ferroviaria, la SAOM, (Società Anonima Orsi Mangelli) fu uno dei perni dell'economia cittadina

Oggi la ciminiera rosso mattone svetta nell'area dove sorgono il semi abbandonato centro commerciale dei Portici, appartamenti, uffici, area ancora troppo spesso centro di degrado. Ma per decenni quello è stato il centro il industriale di Forlì 'la fabbrica' per eccellenza: la Mangelli. Dagli anni '20 per 50 anni, grazie alla vicinissima nuova stazione ferroviaria, la SAOM, (Società Anonima Orsi Mangelli) fu uno dei perni dell'economia cittadina. Amministratore unico l'omonimo conte.

In quella zona prima dell'insediamento della nuova fabbrica, si teneva il mercato del bestiame, che venne spostato al Foro Boario. L'urbanizzazione di quell'aera dette la possibilità alla società di insediare qui la propria attività. La produzione era legata inizialmente alla produzione di seta artificiale, in una zona, quella del forlivese, nota all'epoca per l'allevamento dei bachi da seta. L'anno in cui si accesero gli impianti della nuova fabbrica è il 1926.

LA STORIA - La produzione alla Orsi Mangelli, nella quale erano impiegate molte donne, non si limitò alla seta, ma, ad esempio, fu il primo sito industriale italiano a produrre il cellophane. Nel 1929, infatti, la SIDAC, Società Italiana di Applicazione Cellulosa, società con sede a Milano, iniziò a produrre nello stabilimento forlivese, per essere poi incorporata dalla Orsi Mangelli nel 1967. La fabbrica, pur essendo investita dalla crisi della seconda guerra mondiale, la super ed, essendo riuscita a salvare le macchine, potè continuare la produzione. Il picco di lavoro fu a metà degli anni '60, quando si raggiunsero i 2500 occupati.

Uno dei tessuti che nascevano alla Mangelli era il Forlion, una sorta di nylon, che aveva preso il nome dalla città mercuriale. Prima con un forte ridimensionamento, che vide il licenziamento di quasi 850 operai, poi con l'abbandono da parte della famiglia Orsi Mangelli, che nel 1976 cedette la proprietà dell'azienda, sotto la nuova presidenza di Carlo Gotti Porcinari, la fabbrica fallì nel '77.

La Mangelli fu il primo teatro forlivese dei grandi scioperi, delle occupazioni, delle grandi battaglie sindacali: da quelli del '44 contro le rappresaglie nazifasciste, alla lunga occupazione nel '49 con oltre 200 licenziamenti, alle battaglie nei primi anni '70 per la salute sul lavoro.

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