Sabato, 13 Luglio 2024
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La storia dei parchi Incontro e delle Stagioni: polmoni verdi di Ca' Ossi, una delle zone più popolate della città

"L'allora parroco Don Natale Nazzari era titolare, in base al lascito di Raoul Risi Masini, nipote ed erede del tenore Angelo Masini, di un vasto appezzamento di terreno che originariamente faceva parte del podere di Villa Gesuita"

Un altro tuffo nel verde forlivese, tra storia e attualità. Per comprendere le scelte che stanno dietro alla decisione di realizzare i parchi Incontro e delle Stagioni, che Luca Massari ha documentato fotograficamente nel libro "Forlì città verde", occorre raccontare l'evoluzione del contesto urbano delle zone ove si trovano. Lo fa  ancora una volta il volume che, oltre al progetto fotografico, contiene un saggio storico di Gabriele Zelli e un contributo dell'architetto Fabio Berni, tracciando il percorso che ha portato alla nascita di queste due aree verdi, tra varie battute d'arresto.

L'urbanizzazione della zona

"La campagna, tra Ravaldino e San Martino in Strada era servita dal viale dell'Appennino (unica strada asfaltata della zona fino al 1949), mentre viale Risorgimento era un viottolo costeggiato da un'alta siepe, da olmi, ciliegi e fossi. Lo stesso viale, poi, si chiudeva a gomito con via Ribolle. Non stiamo parlando dell'Ottocento, ma fino agli anni '60 del Novecento, più o meno, si poteva vedere questo. L'urbanizzazione in un luogo allora così distante dal centro, tuttavia,  è andata avanti negli anni. Con l’avvento degli anni Sessanta la zona ebbe un forte incremento edilizio e mediante l’asse stradale dei viali Bolognesi e Risorgimento si congiunse col centro storico. Un forte incremento edilizio certo, però caratterizzato da un modo diverso di concepire i servizi a favore dei cittadini, in particolare del verde e degli impianti sportivi - spiega il libro -. Sul numero del gennaio 1973 di "Comune Aperto", il mensile del Comune di Forlì, così venne presentata l'ipotesi di realizzare un grande polmone verde a ridosso del centro storico. Nella seduta del 1° febbraio 1973, in attuazione di quanto previsto nel Bilancio di Previsione, il Consiglio Comunale approvò, all'unanimità di voti, l'intento di costruire, in dieci località del forese, dei campi gioco allo scopo di avere, in ognuna di esse, una struttura capace di "accogliere i ragazzi del luogo su un'area organizzata e attrezzata per andare incontro alla necessità, ripetutamente e universalmente riconosciuta, di consentire ad essi di dare libero sfogo al loro naturale bisogno di muoversi all'aria aperta"".

"Fu raccolta in questo modo l'esigenza di un servizio di carattere sociale prospettata da numerosi comitati di quartiere o di frazione e, sulla base delle richieste e delle proposte avanzate, furono prescelte le località: Pievequinta, Bussecchio, Villanova, Carpena, Villa Romiti, Carpinello, Roncadello, S. Varano, Villagrappa, S. Martino in Strada (in alcune località non si diede seguito alla decisione considerata la presenza di campi da calcio parrocchiali ndr). A quella data la Provincia stava realizzando gli impianti sportivi del Ronco Lido e la piscina di via Turati, mentre a cura del Comune si stavano realizzando i polisportivi della Cava, di Vecchiazzano e dell'Ospedaletto, ai quali si aggiungerà in seguito quello di  Villafranca", si legge. 
 

La nascita del Parco Incontro

"Questi nuovi concetti sulla funzione sociale del verde e dello sport trovarono ampio riscontro nell'elaborazione delle varianti al Piano Regolatore e nella progettazione dei comparti del Piano di Edilizia Economica e Popolare (P.E.E.P.) che furono approvati dalla Giunta e dal Consiglio Comunale presieduti dal sindaco Angelo Satanassi. Tutto ciò ha determinando di fatto lo sviluppo e la realizzazione della città odierna. A quel punto una delle priorità dell'Amministrazione Comunale fu l'acquisizione, o l'esproprio, delle vastissime aree interessate da questi insediamenti - è ricostruito nel libro "Forlì città verde" -. Il percorso fu difficile, ebbe diverse battute di arresto e in alcuni casi si presentarono ostacoli difficili da superare. In questa contesto si bloccarono le realizzazioni dei grandi parchi previsti all'interno dei quartiere Ca' Ossi e Resistenza, perché di fatto erano stati bloccati, attraverso sentenze del Tribunale, gli espropri dei terreni necessari per la loro realizzazione. Una situazione che si trascinò per oltre 10 anni fino a quando nel 1988/89 Gabriele Zelli, in qualità di assessore all'Edilizia Pubblica, al Patrimonio ed Espopri, su impulso del sindaco Giorgio Zanniboni, riuscì a trovare per Ca' Ossi un accordo transattivo con la Parrocchia di San Pio X".

"L'allora parroco Don Natale Nazzari era titolare, in base al lascito di Raoul Risi Masini, nipote ed erede del tenore Angelo Masini, di un vasto appezzamento di terreno che originariamente faceva parte del podere di Villa Gesuita.  In questo modo gli uffici del Comune ebbero la possibilità di poter completare l'opera fra il 1989 e il 1990 eseguendo diversi lavori, eliminando strutture nel frattempo divenute inutili o difficili da gestire, realizzando la costruzione che ospita il chiosco bar e i servizi.  All'interno del parco, dove esistevano già alberature di notevole pregio e molte altre sono state piantate, sono state realizzati nel prosieguo degli anni: una pista pattinaggio per allenamento della specialità corse, che può essere utilizzata anche come strada da utilizzare per allenare giovanissimi ciclisti, un pattinodromo coperto, inaugurato il 29 aprile 2004, e un campo da bocce. Il Parco Incontro, al quale si può accedere da più ingressi, via Ribolle, via Galeppini, via don Cani, via Caprera, per la sua posizione rispetto al quartiere è da sempre un posto molto frequentato, anche per la presenza delle citate strutture sportive di valenza sovracomunale, ed è un'area importante per le scuole limitrofe come la scuola comunale dell'infanzia "Il Bruco", l'elementare "Giacomo Matteotti", la media "Pietro Zangheri", per l'adiacente parrocchia e per tutti i cittadini che vivono in zona". 

Il parco delle Stagioni

"Solo diversi anni più tardi rispetto a quanto raccontato si sbloccarono le procedure per il completamento del vicino Parco delle Stagioni, che fu ufficialmente inaugurato dal sindaco Franco Rusticali il 20 maggio 2001. Anche in questo spazio sono presenti moltissimi alberi, sia già esistenti al momento dell'acquisizione del terreno originariamente a destinazione agricola e quindi coltivato, sia perché ne sono stati piantati in epoca più recente. Il parco per la sua collocazione centrale rispetto ad un'area che va da via Decio Raggi, viale Risorgimento, via don Minzoni, viale dell'Appennino, è molto frequentato, anche perché nei pressi vi sono strutture sociali, culturali e religiose, come la Casa di Riposo Casa Mia, la Parrocchia di San Giovanni Evangelista, il Centro Sociale Anziani di via Angeloni, il Centro commerciale di via Curiel, e diverse scuole di ogni ordine e grado. Vi si può accedere da via Curiel, via Salvemini (lato dove è stata predisposta un'ampia area di sgambettamento per i cani), via Buozzi, via Frank, via Gordini, via Silvestroni", conclude il volume. 


 

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