Ispra, Forlì tra i comuni che producono più immondizia

Secondo il Rapporto Rifiuti Urbani 2013 in Italia scende la produzione pro capite, ma il centro romagnolo è tra i 4 a superare gli 800 kg per abitante

La città di Forlì si aggiudica il podio per la produzione di rifiuti pro capite 2011. Secondo il Rapporto sui rifiuti urbani 2013,  che analizza i dati del biennio 2011 – 2012 relativi alla produzione, alla raccolta differenziata e alla gestione dei rifiuti urbani ed è stato presentato la settimana scorsa a Roma dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra), assieme a Rimini, Massa e Pisa, Forlì è uno dei 4 comuni italiani ad aver superato gli 800 kg di immondizia annui per abitante (da segnalare che il calcolo è basato sul numero degli abitanti residenti e non tiene conto dei flussi turistici).

Per l’esattezza sono 817 quelli per il 2011, che scendono a 780 nel 2012. Nel 2011 sono 143.526 le tonnellate di rifiuti urbani prodotte da Forlì, con il 47,1% di raccolta differenziata, dati che nel 2012 diventano rispettivamente 136.007 tonnellate, 47,4%. In tutta Italia solo il 7,3% delle province, ovvero 8, si attesta su una produzione pro capite di rifiuti urbani superiore ai 700 kg per abitante all’anno, e di queste ben 4 sono in Emilia Romagna: Rimini, Ravenna e Reggio Emilia oltre, appunto, a Forlì-Cesena.

L’Emilia Romagna supera la soglia del 50% di differenziata, con il 50,1% nel 2011 e il 50,7 nel 2012. La produzione dei rifiuti urbani a livello regionale registra un calo del 2,7%, ma fa rilevare ugualmente una produzione pro capite superiore a quella medio nazionale.

Secondo l’Ispra la crisi economica ha abbattuto la produzione nazionale dei rifiuti che è calata di quasi 1,1 milioni di tonnellate (-3,4% tra il 2010 e il 2011) attestandosi ai valori del 2002-2003 al di sotto di 30 milioni di tonnellate. La diminuzione - spiega il report - prosegue anche nel 2012, riducendosi nel biennio di 2,5 milioni di tonnellate (-7,7%).

Buoni i dati nazionali a proposito della differenziata: nel complesso, circa un terzo delle province si colloca nel 2011 al di sopra del 50% di raccolta, un terzo tra il 30% e il 50% e il restante terzo al di sotto del 30%. I dati 2012 mostrano un ulteriore aumento, da 14 a 19, del numero di province con percentuali di raccolta differenziata superiori al 60%, mentre il numero di province con tassi inferiori al 20% diminuisce di un’unità. Delle 19 province con i maggiori livelli di raccolta differenziata (oltre il 60%,), 16 sono localizzate nel nord Italia (5 in Veneto, 3 in Piemonte, 4 in Lombardia, 3 nel Friuli Venezia Giulia e una in Trentino Alto Adige) e 3 nel Mezzogiorno (due nella regione Sardegna e una in Campania).
 

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