I nostri frutti eccellenti, con buccia tatuata

La coltivazione di pesche, nettarine e albicocche, fiore all'occhiello della produzione locale, punta sempre più sulla qualità. Che ora verrà certificata anche da un'etichetta laser Ue

di Giuliaduepuntozero

L’Europa vota per il tatuaggio della frutta. Niente a che vedere con una moda estiva che inneggia a banane, fragole o ciliegie stampate sulla pelle, la superficie in questione è la buccia dei frutti. Da tempo negli Stati Uniti e in altri Paesi, bollini ed etichette vari, appiccicati, incartati o appesi alla frutta per indicarne qualità e provenienza, sono ormai superati. Ora anche il Vecchio Continente sceglie la nuova via e approva l’etichetta laser.

Questo cosiddetto tatuaggio non penetra la buccia del frutto, lasciandolo integro, e presenta notevoli vantaggi rispetto ai metodi classici. Innanzitutto, riduce l’impiego di carta, inchiostro e colla diminuendo l’impatto ambientale. Poi, permette di inserire logo, informazioni di origine e anche un QR code, grazie al quale direttamente da uno smartphone si può accedere a contenuti su produttore, prodotto e tecniche di coltura e raccolta. Così, attraverso una tracciabilità totale, scoraggia la contraffazione e la falsificazione in un terreno come quello agroalimentare, troppo spesso molto fertile per malavita ed ecomafie.
 
La nuova normativa ha in questo modo una ricaduta molto positiva anche sul made in Italy, che fa di qualità ed eccellenze locali i suoi cavalli di battaglia. Il perché è presto detto. Per esempio, per riuscire a reggere la concorrenza di produzioni meno costose ma anche di minor pregio, è fondamentale che venga certificata la qualità di albicocche, pesche e nettarine, fiore all’occhiello della produzione ortofrutticola forlivese e romagnola in genere. È infatti proprio puntando sulla conversione varietale di questi frutti, orientata verso coltivazioni a sempre più elevato valore qualitativo e gustativo che l’Emilia Romagna può giocare la sua partita per essere competitiva, per esempio con la Spagna, che ha accresciuto la propria offerta di pesche e nettarine da circa 500.000 tonnellate a quasi 900.000 tonnellate.

Insomma, il tatuaggio voluto dall’Europa può rivelarsi anche un ottimo assist per il il Made in Italy dell’ortofrutta italiana che, secondo i dati del Ministero degli Affari esteri, si attesta addirittura come terzo brand più noto a livello globale.

In Evidenza

I più letti della settimana

Torna su
ForlìToday è in caricamento