Il sistema del cibo a Forlì

La ricerca "Granai della memoria" racconta l'alimentazione nella città romagnola tra le due guerre

di FotoDawg

Alla base dell’iniziativa c’è l’idea che il cibo sia anche cultura. E come tale, la tradizione culinaria sia da preservare e tramandare alla pari delle altre componenti dell’identità di un popolo, un paese, un territorio. Per questo la ricerca “Granai della memoria”, presentata la settimana scorsa e realizzata in collaborazione con Slow Food Emilia Romagna, rientra tra i progetti ATRIUM (Architecture of Totalitarian Regimes of the XX° Century in Urban Management) del Comune di Forlì.

L’iniziativa ATRIUM, infatti, finalizzata alla definizione e promozione di una rotta culturale sulle architetture dei regimi totalitari del XX secolo funzionale alla promozione e valorizzazione economica del territorio, vuole implementare a livello europeo (sono 11 i paesi coinvolti: Bulgaria, Grecia, Ungheria, Italia, Romania, Slovacchia, Slovenia, Albania, Bosnia, Croazia e Serbia) il rapporto tra turismo e cultura tuttora non adeguatamente espresso, promuovendo le eredità storico-culturali per migliorare l’attrattività e lo sviluppo economico delle aree interessate e contribuire alla diversificazione e all’estensione dell’offerta turistica.

In particolare “granai della memoria” punta l’attenzione sul sistema del cibo tra le due guerre mondiali e su quello che accadde a Forlì in quel periodo, in cui fu oggetto di una profonda trasformazione e un grande stravolgimento da un punto di vista urbanistico e infrastrutturale.

Si dimostra così, anche attraverso la città romagnola, che conservare la memoria del cibo e interpretare e comunicare l’alimentazione nel corso del tempo può essere una chiave di lettura storica importante.

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