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Everesting Rocca Delle Caminate, la nuova impresa di Andrea Brunelli: "Bisogna credere sempre in se stessi"

Venerdi la sveglia è suonata alle 3:30, poi la colazione e e la partenza alle 5: "Dopo il trasferimento da casa fino all'imbocco della salita, che dista circa un chilometro, ho iniziato le mie scalate"

La lotta contro il cronometro, resa ancora più ardua dal limite di tempo del coprifuoco imposto per il contenimento del Covid. Ma il predappiese Andrea Brunelli, operaio turnista alla Sidac di Forlì è riuscito venerdì a completare una nuova impresa sui pedali: scalare e ridiscendere la salita di Rocca Delle Caminate un numero totale di volte necessario ad accumulare un dislivello positivo pari alla quota dell'Everest ovvero 8848 metri. Noto quindi come "Everesting", Brunelli - portacolori del Tam Bike Concept Asd di Meldola, diretto dal presidente Enrico Filippi - ha migliorato il tempo realizzato lo scorso anno, raggiungendo la vetta in 13 ore 34 minuti e 51 secondi, bruciando ben 7.666 calorie e completando 286,04 chilometri, per un dislivello complessivo di 9.242 metri.

"La notizia del prolungamento del coprifuoco mi ha spiazzato in quanto per l'estate ho in progetto alcune iniziative in bici, tra cui un Everesting lungo una salita inedita rispetto ai miei tentativi precedenti, che richiedono quindi un lasso di tempo più ampio delle 17 ore di libertà che intercorrono tra le 5 e le 22", racconta. Metabolizzata la delusione, in poche ore ha maturato la decisione di di tentare un secondo everesting sulla salita di Rocca delle Caminate: "Lo scorso anno mi erano servite 16 ore e 17 minuti, un tempo inferiore se pur di poco, alle 17 in concessione - ricorda -. Quindi giovedì ho sfruttato tutta la giornata per preparare rifornimenti, attrezzatura, vestiario e pianificare la logistica. Ho portato la macchina “bella carica” in cima alla salita (sempre interna al comune, senza violare mai alcuna regola del Dpcm) in quanto la mia macchina funge sempre da “Campo Base” per questi tentativi".

Venerdi la sveglia è suonata alle 3:30, poi la colazione e e la partenza alle 5: "Dopo il trasferimento da casa fino all'imbocco della salita, che dista circa un chilometro, ho iniziato le mie scalate, esattamente 38 necessarie, che ho “arricchito” di una, portandole a 39 per essere certo di non aver sottostimato la quota necessaria per poter richiedere l'omologazione al sito ufficiale Everesting in Australia". La quota necessaria era di 8848 metri quanto l'altezza dell'everest, raggiunta dopo 276 chilometri e nel tempo di 14 ore e 13 minuti. "Un tempo di ben un'ora e 47 minuti in meno rispetto allo scorso anno (nel 2020 furono 16 ore nette per la quota esatta, ndr), frutto di scalate più rapide, una logistica più accurata e soste più veloci per alimentarmi. Inoltre lo scorso anno venivamo da mesi di lockdown totale, passate ad allenarmi sui rulli, mentre questo inverno, se pur rigido, mi ha concesso di allenarmi meglio. Ogni scalata infatti è risultata in media più rapida di 32 secondi rispetto allo scorso anno".

L'impresa si è conclusa con 39 scalate, 286,04 chilometri e 9.242 metri di dislivello positivo in 14 ore e 43 minuti, di cui 13 ore e 34 minuti pedalati, alla media dei 21,1 km/h. "I “colpi di pedale” sono stati poco più di 52.200". Un'impresa che ha anche una valenza sociale: "Il messaggio che voglio dare è quello di non farsi mai abbattere dalle avversità della vita, soprattutto in questo periodo di crisi, lockdown e coprifuoco, ma di credere sempre in se stessi e godere del proprio diritto alla libertà, pur sempre rispettando le regole e le leggi emanate a tutela della nostra salute e di chi ci sta accanto. Per me aver compiuto questa impresa senza sconfinare dal mio comune, stando nelle ore imposte dal coprifuoco, è un messaggio che racchiude questo concetto. Ho potuto godere della mia libertà senza trasgredire alcuna norma".

Altro messaggio "è quello di usare lo sport per restare positivi, e soprattutto ora più che mai, per mantenere alto il proprio stato di salute e le proprie difese immunitarie; in questi anni ho saputo accogliere messaggi e richieste di consigli da parte di tante persone che, grazie ai miei esempi, ha iniziato a praticare sport. Credo che sia questa la mia più grande vittoria e il mio più grande orgoglio. Sono un amante spassionato di questo sport, che definisco da sempre “una scuola di vita”, e ancor più della salita, che è una metafora costante di come nella vita ogni cosa bella vada guadagnata con fatica e dedizione. Un ciclista professionista ha da poco arricchito una sua intervista post-gara con una frase che mi ha molto colpito e motivato: “I Sogni non sono in Discesa”. Credo non serva alcun commento per poterla apprezzare ulteriormente". L'impresa è possibile consultarla anche sulla pagina Facebook di Brunelli.

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