Venerdì, 19 Luglio 2024
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E' tra i massimi esperti di ciclismo: il premio giornalistico "Salvatore Gioiello" a Beppe Conti

Nato a Torino nel 1951, ha iniziato la carriera giornalistica a 22 anni, prima alla Gazzetta dello Sport e successivamente a Tuttosport, e oggi viene considerato uno dei massimi esperti di ciclismo

Mercoledì, alle ore 20,30, nei locali dell’Associazione Aurora (ex circolo La Scranna), ritorna dopo una sosta forzata a causa del Covid il Premio Giornalistico “Salvatore Gioiello”, indimenticato giornalista e scrittore, quest’anno assegnato dal Panathlon Club Forlì (organizzatore dell’evento) a Beppe Conti.

La carriera

Nato a Torino nel 1951, ha iniziato la carriera giornalistica a 22 anni, prima alla Gazzetta dello Sport e successivamente a Tuttosport, e oggi viene considerato uno dei massimi esperti di ciclismo, sport che lui stesso ha praticato in gioventù con risultati lusinghieri. È autore di numerosi libri, a iniziare dal recentissimo “Parigi–Roubaix, storia di pavè, polvere e fango dall’Ottocento a Corbelli” (aprile 2022), per proseguire poi con “La grande storia del ciclismo. Dai pionieri di fine Ottocento a oggi, fra imprese, retroscena e rivalità” (2016), “La leggenda del ciclismo. Da Gerbi a Pantani, tante grandi storie su due ruote” (2020), “Dolomiti da leggenda. Dal 1937 ad oggi le grandi imprese e i retroscena, le avventure tra storia e cultura e arte delle montagne più belle del mondo. Da Bartali a Coppi, da Gimondi a Merckx, da Pantani a Nibali” (2020) e “Ciclismo. Gloria e tragedie. Le imprese e i drammi di un’epopea sportiva” (2021).

La sua produzione, davvero assai prolifica, spazia anche in altre discipline sportive, tra cui il calcio: nel 2015 ha infatti dato alle stampe il volume “Toro ’76. I campioni si raccontano”, per celebrare la conquista dello scudetto da parte della squadra granata. Frutto della sua passione eno-gastronomica sono, invece, le due pubblicazioni “Una grande annata. Storie di vino e di sport” (2020) e “Mangiare, bere e… pedalare. I ristoranti del grande ciclismo”. Da sottolineare anche la sua predilezione per le biografie (da ricordare quelle dedicate a Francesco Moser, al Diablo Chiappucci, ma persino a Gustav Thoni) e per i grandi duelli ciclistici come quello tra Saronni e Moser.

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