Venerdì, 19 Luglio 2024
Automobilismo

Le foto del forlivese Fabio Casadei sul libro dedicato al vincitore della 24 Ore di Le Mans 2023 Pier Guidi: "Amo trasmettere emozioni"

Fabio Casadei, 47 anni di Forlì, dal 2014 direttore commerciale e dal 2018 amministratore unico di Diogene (il periodico gratuito d'informazione e annunci nato nel 1988)ha sempre avuto la passione per la fotografia, intraprendendo i primi corsi nel 2006

Ci sono anche gli scatti di Fabio Casadei, 47 anni di Forlì, dal 2014 direttore commerciale e dal 2018 amministratore unico di Diogene (il periodico gratuito d'informazione e annunci nato nel 1988), ad arricchire il libro “Sul tetto del mondo. Ale Pier Guidi 51”, scritto da Emiliano Tozzi e dedicato a colui che ha riportato la Ferrari a vincere la “24 Ore di Le Mans", la corsa di durata più famosa al mondo, nell'edizione del centenario insieme a James Calado e Antonio Giovinazzi. E sono di Casadei le due immagini che danno il volto alla copertina dell'opera, edita da Minerva

Come ha raccontato tre anni fa a ForlìToday, Casadei ha sempre avuto la passione per la fotografia, intraprendendo i primi corsi nel 2006. “La svolta - aveva ricordato - c'è stata nel 2010, quando Diogene, da giornale di annunci economici, è diventato anche d'informazione, con approfondimenti culturali e sugli eventi della zona. C'era l'esigenza di arricchirlo di immagini e contenuti originali, così mi sono proposto come fotografo, che è diventato il mio secondo lavoro”.

Fabio Casadei (1)

Una passione che si è fusa con quella per il motorsport. Una combinazione che l'ha portato ad indossare la pettorina da fotografo in pista per la prima nel 2011, quando Imola ospitò la tappa del campionato di Gp2 Asia. Da li in poi non ha più smesso e la passione per il motorsport si è via via sempre più concretizzata, seguendo ad esempio il Ferrari Challenge. E nel 2024 il sogno di vivere diversi grandi appuntamenti motoristici: la “6 Ore di Imola”, nell'ambito del campionato Endurance, il Gran Premio del Made in Italy e dell'Emilia Romagna di Formula Uno, il Misano E-Prix di Formula E, mentre per le due ruote il Motomondiale al Mugello e il mondiale Superbike a Misano. 

Casadei, come è nata la collaborazione per il libro?
“Tutto è partito da un'idea di Emiliano Tozzi e Franco Giuliani, presidente del Ferrari Club di Alessandria, quest'ultimo molto legato ad Alessandro Pier Guidi. L'idea di scrivere un libro si è concretizzata quando è arrivata la vittoria alla 24 Ore di Le Mans nel 2023. A quel punto Emiliano, che collabora con Diogene, sapendo che nel 2022 avevo realizzato alcuni scatti del debutto della Ferrari 499P in occasione delle Finali Mondiali a Imola e che avevo partecipato all'edizione 2023 al Mugello, mi ha coinvolto in questo progetto. E insieme alle mie foto ci sono anche quelle di un altro nostro collaboratore, Pino Colacicco, che nel 2023 venne accreditato per la 24 Ore di Le Mans. Io infatti non ebbi la possibilità di andare in quanto alluvionato”. 

Quante sono le sue immagini?
“Sono una ventina. La selezione ha richiesto tempo, perchè occorreva capire, in base al testo, quali fossero quelle più significative da inserire nel libro. In questo caso un aiuto importante è arrivato da Emiliano Tozzi, autentico regista nella scelta degli scatti. Le immagini completano un'opera che vede foto anche di altri miei colleghi, ma anche private di Marco Petrini che lo ritrae insieme a Pier Guidi e Nicola Villani (la storica voce delle gare del campionato Wec, dalle frequenze televisive di Eurosport, ndr). C'è stato un bel lavoro di equipe. Inoltre c'è stata una sorpresa che mi ha toccato personalmente”.

Quale?
“Immaginavo che per la copertina venisse scelta un'immagine relativa alla 24 Ore di Le Mans. Invece sono stati scelti due miei scatti, uno di Pier Guidi e l'altro che immortalava un particolare del laterale della Ferrari 499P, realizzata con una profondità di campo quasi estrema, nitida e con tanti dettagli. Non me lo aspettavo”. 

Cover sul Tetto del Mondo (1)

Sono previste presentazioni in Romagna del libro?
“Di richieste ce ne sono tante e quindi prevede che in autunno possano essere ufficializzate delle date. Sicuramente ci sarà la presentazione in occasione del Minardi Day a Imola, domenica 25 agosto”. 

E' stata una primavera ricca di eventi per la Terra dei Motori che l'ha vista impegnata...
“Sono soddisfazioni a livello personali, perché essere accreditati nei maggiori eventi motoristici mondiali non è una cosa scontata. E' stata la prima volta per la Formula Uno così come per il Motomondiale al Mugello. E' stato un pieno di emozioni, non solo per lo spettacolo che offrono i piloti in pista, ma perché professionalmente si è a contatto con fotografi di livello mondiale, con la possibilità di scambiare opinioni e informazioni. Si accumulano emozioni che si riescono a percepire solo al termine dell'evento”.

Cioè?
“Faccio un banale esempio. Mi trovo davanti Charles Leclerc che scende dalla Ferrari dopo aver completato la gara. In quel momento sono totalmente focalizzato sul come scattare la miglior immagine possibile, concentrandomi in primis su aspetti tecnici, ma anche emozionali che il soggetto da fotografare trasmette. Il tutto senza dimenticare le norme di sicurezza che sono tassativamente da seguire. Una volta che si lavorano le foto davanti al computer realizzo quello che ho fatto”. 

Qualche curiosità?
“Mi è capitato di dare un cinque a Daniel Ricciardo (pilota della Racing Bulls, la ex Minardi, ndr) dopo avergli fatto una foto circondato dai tifosi. Il team lo cercava e io scherzosamente gli ho esclamato “Hurry up!” e lui mi ha fatto l'occhiolino, cogliendo quell'attimo con la macchina fotografica. Oppure al Wec a Imola ho urtato per sbaglio Valentino Rossi mentre stavo fotografando il ferrarista Antonio Fuoco. Il tutto è finito con una risata. Ma in quel momento non stavo pensando di aver vicino un nove volte campione del mondo. Penso anche alle foto che ho scattato recentemente al mondiale Superbike a Misano a Danilo Petrucci, dove si percepisce la sofferenza del pilota dopo il grave incidente che subìto con la moto da cross, ma che non ha rinunciato a scendere in pista”. 

Gli scatti più belli di Fabio Casadei tra Formula Uno, Wec, MotoGp e Superbike

Ha carpito qualche segreto da qualche fotografo in pista?
“Segreti no, ma guardando il tipo di foto che hanno realizzato si può capire la posizione in cui si trovava e la tipologia di obiettivo, capendo in questo modo perché quell'immagine sia venuta in quel determinato modo. A Imola avevo accanto uno dei mostri sacri della fotografia, Bernard Asset, che mi ha fatto vedere delle immagini incredibili di Ayrton Senna realizzate negli anni 80 con macchine fotografiche analogiche. Alcune di queste sono esposte a Torino alla mostra dedicata al campione brasiliano”. 

Una delle sue caratteristiche da fotografo da pista?
“Cerco di fare sempre foto mirate. Non una raffica di scatti, ma pochi e pensati”. 

Al suo curriculum manca la 24 Ore di Le Mans quindi...
“Speriamo di andarci prima poi. Perché tanti colleghi mi riportano che un'esperienza incredibile. C'è un prima e un dopo Le Mans. Tra i sogni anche quelli di fotografare un gran premio all'estero. Mentre tra gli impegni sportivi che seguirò ci sarà il Cesena in Serie B e la Pallacanestro Forlì”. 

Pensa anche ad una mostra?
“Se c'è un'opportunità, perchè no? A me piace creare e trasmettere emozioni con le mie foto”. 

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