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Festa a sorpresa per Marino Laghi, tappa a Forlì per Max Biaggi: "E' stato un secondo papà"

C'era anche Max Biaggi a Forlì per l'82esimo compleanno del suo storico fisioterapista, Marino Laghi, "il mio Angelo Custode in tanti anni trascorsi in giro per il mondo"

Una festa a sorpresa, un ospite speciale. Tappa a Forlì per il quattro volte campione del mondo della 250cc e due volte iridato in Superbike Max Biaggi, che sabato ha voluto celebrare l'82esimo compleanno del suo storico fisioterapista, Marino Laghi, "il mio Angelo Custode in tanti anni trascorsi in giro per il mondo". Quello tra Laghi e Biaggi è una rapporto speciale, nato nel 1992 quando il fisioterapista forlivese faceva parte dello staff della Clinica Mobile, con il dottor Claudio Costa. E c'era anche Laghi nell'ultimo gran premio della stagione, in Sud Africa, quando Max vinse la sua prima gara nel Mondiale.

Poi si sono incontrati in altre occasioni e dal 1994 è stato la spalla destra del Corsaro. E' il pilota romano a raccontare il regalo speciale a Laghi: "Due anni fa ha compiuto ottanta anni, ma la pandemia ha stravolto i rapporti umani e non abbiamo potuto festeggiarlo degnamente. Per questo motivo qualche giorno fa ci siamo sentiti con Matteo, il figlio di Marino, per fargli una sorpresa, in occasione del suo ottantaduesimo compleanno".

Ed ecco la sorpresa: "Mi sono nascosto sotto al tavolo del ristorante dove Marino con i suoi familiari si è recato per il pranzo - racconta sui social il sei volte iridato -. Al momento giusto sono sgusciato fuori e, dopo un iniziale stupore di Marino, l’ho abbracciato fortissimo. Ragazzi è stata una carezza al cuore meravigliosa, di quelle per cui vale la pena vivere. In tanti anni in giro per il mondo, lui è stato la mia ombra, sempre al mio fianco. Abbiamo condiviso vittorie, sconfitte, paure, dubbi e tensioni, sempre uno di fianco all’altro. Sempre".

Biaggi racconta il suo rapporto speciale con Laghi: "Durante i miei interventi chirurgici era in sala operatoria a vegliare su di me, sugli aerei in giro per il mondo era al mio fianco, la domenica di gara, quando la tensione faceva diventare il mio addome più rigido del ferro, era lì a massaggiarmi e a donarmi serenità. Insieme non abbiamo mai accettato un compromesso, o era bianco o era nero. Le nostre molte affinità ci hanno permesso di vivere insieme un percorso di vita straordinario. Marino per me è stato come un secondo papà e averlo avuto vicino mi ha arricchito profondamente". 

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