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Temeva di non gareggiare, poi affronta i Mondiali nel deserto: la mamma è 'ambasciatrice' delle Spartan Race

Il 2022 sembrava un anno nero, poi la reazione: "Ci voglio provare". Tra agopuntura e ipnosi, Patrizia vince il titolo italiano e arriva sesta ai Mondiali

La vita non smette di proporre delle sfide, a volte anche molto complicate, e sta a noi stessi trovare la forza e la concentrazione per affrontarle. Questo è proprio quello che ha fatto, ancora una volta, Patrizia Savorani, ravennate, madre di 41 anni che lavora come infermiera a Forlì, che nel 2022 si è riconfermata campionessa italiana di Spartan Race nella fascia d'età femminile 40-44 anni. Dopo la vittoria ottenuta nel 2021, quando ci aveva raccontato del duro allenamento necessario per affrontare queste particolari corse con ostacoli, Patrizia ha così replicato il suo successo e si è tolta pure la soddisfazione di piazzarsi fra le atlete top a livello mondiale. Una serie di trionfi che è giunta dopo aver superato una lunga serie di ostacoli, non solo sul campo di gara.

L'anno, infatti, era cominciato in salita per Patrizia. "Ho avuto dei problemi di salute importanti. A inizio anno non sapevo ancora se avrei potuto gareggiare - racconta l'atleta ravennate - Era partito male il 2022, pensavo che non avrei fatto nulla". Poi però arriva il via libera del medico e subito è entrata in gioco la forza di volontà di Patrizia. "Mi sono detta: ci voglio provare". Anche perché nel frattempo era arrivata un'altra notizia per la campionessa: la nomina ad 'ambasciatrice' del circuito Spartan.

Così è partita la nuova sfida di Patrizia: quella di risorgere dopo aver passato un periodo nero, dopo aver creduto che tutto il suo sforzo fosse compromesso. E lei, campionessa in carica, ci ha messo il massimo impegno, continuando ad alternare impegni familiari e lavorativi con allenamenti durissimi. "Mi sono affidata a dei preparatori. Innanzitutto il mio compagno che gestisce gli allenamenti centrati sulla forza. Mi sono rivolta poi a un preparatore atletico per migliorare la corsa e per gli ostacoli mi sono affidata al camp 'Lupi di Sparta' di Cesenatico".

Patrizia Savorani affronta le prove delle Spartan Race-2

Uno sforzo incredibile, ma che ha portato enormi soddisfazioni alla ravennate. "Il momento più emozionante? Sicuramente vincere il campionato italiano". In particolare sono stati due i momenti fondamentali, spiega Patrizia: "Il primo a maggio con la vittoria nella prima tappa del campionato a Cesenatico. Una vittoria davvero inaspettata, dopo un inizio anno tremendo in cui non avevo potuto allenarmi. Lì ho detto ce la posso fare. Poi naturalmente c'è stata la vittoria finale del campionato". Meriti sportivi che hanno consentito alla mamma e infermiera ravennate di essere premiata insieme ad altri atleti e squadre nel corso della manifestazione "Sport Valore Comune" promossa dal Comune di Ravenna in dicembre: "Una grande soddisfazione. Io mi sento una persona qualunque che fa sport, ma quando ti chiamano per nome e ti premiano, arriva una grande emozione. E' stato bello, perché quando gareggio rappresento anche la mia città".

Ma le avventure non sono finite in ambito italiano. Patrizia infatti ha voluto alzare l'asticella e confrontarsi sui campi di gara internazionali. L'atleta ravennate si è infatti classificata terza allo Spartan Race di Malta e poi ha ottenuto un ottimo sesto posto all'European Championship di Londra il 7 ottobre. Un risultato frenato però da un infortunio. "Durante l'Europeo a Londra mi sono fatta male, mentre stavo affrontando un ostacolo. L'incidente mi ha rallentata, ma ho chiuso la gara".  E a quel punto è arrivato il 'pass' per partecipare ai Mondiali ad Abu Dhabi, nel deserto. "Una sfida difficile anche dal punto di vista mentale, c'era bisogno di una preparazione diversa. Sapevo di dover affrontare un caldo secco, senza la minima ombra e su un percorso di solo sabbia". Le insidie della nuova prova e l'infortunio subito durante l'Europeo si sommano a un nuovo problema al ginocchio. Le difficoltà non hanno però tolto a Patrizia la voglia di lottare. 

Per il recupero fisico si sottopone a dei trattamenti di agopuntura. Serve però anche ritrovare la giusta concentrazione e quindi, come già aveva fatto nel corso dell'anno, si rivolge a un mental coach che l'ha aiutata con sedute di ipnosi. "L'ipnosi mi ha aiutata a distogliere il pensiero dal dolore e dai problemi. Durante la gara dei Mondiali pensavo di non essere affatto nel deserto - svela Patrizia - Io temevo l'appoggio sulla sabbia, perciò ho immaginato di correre su un terreno abituale". Il 3 dicembre Patrizia affronta così la sfida di Abu Dhabi: "Un ambiente sconosciuto, un terreno completamente nuovo, solo dune e tanto sole. Ho avuto la tentazione di chiudere la gara in anticipo - confessa la 'spartana' ravennate - A un certo punto mi si è annebbiata la vista. Continuavo a vedere solo sabbia. Poi sono riuscita a ritrovare la concentrazione". E anche qui, il duro sforzo è ripagato con un ottimo sesto posto internazionale.

Ora che il 2022 volge al termine, Patrizia pensa alle nuove sfide del 2023. Pensa ai problemi di salute che dovrà ancora affrontare e che, forse, la terranno un po' fuori dalle competizioni agonistiche. Ma nel suo cuore non manca la voglia di nuovi ostacoli da superare: "Voglio affrontare ancora le Spartan Race e competere in altre gare internazionali. Poi voglio provare anche l'Hyrox". E perché no, potrebbe anche cimentarsi nel pentathlon moderno, visto che dopo le Olimpiadi del 2024, l'Ocr (Obstacle Course Race) dovrebbe sostituire l’equitazione all'interno del programma di gare. Una nuova avventura che Patrizia non si sente di escludere: "Mi piacciono le sfide".

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