Automobilismo

Dalla Romagna a Le Mans per il trionfo Ferrari, il viaggio 'on the road' padre-figlio: "Un'esperienza unica"

“E' la prima 24 Ore di Le Mans che vedo dal vivo - racconta papà Riccardo -. Era da tempo che volevo vivere questa gara e dato che mio figlio Andrea è un grande appassionato abbiamo deciso di prendere i biglietti lo scorso anno dopo la vittoria Ferrari nel centenario"

Possono esclamarlo con orgoglio: "Noi c'eravamo". Un ricordo che si porteranno dietro per tutta la vita. C'erano anche Riccardo Buda e suo figlio Andrea di 13 anni, soci del Ferrari Club Forlimpopoli, a celebrare sotto il podio la Ferrari trionfatrice alla celebre 24 Ore di Le Mans con Antonio Fuoco, Miguel Molina e di Nicklas Nielsen. Una vittoria arricchita dal terzo posto conquistato dalla rossa gemella affidata alle mani di Antonio Giovanizzi, Alessandro Pier Guidi e James Calado, che avevano portato la 499P numero 51 sul gradino più alto del podio nel 2023. Quello di Riccardo e Andrea è un Racconto-Ricordo di quelli con la maiuscola, che meritano di esser scritti. Al di là della gioia di vedere sul gradino più alto del podio una Ferrari, orgoglio del Made in Italy e della Motor Valley emiliano-romagnola. 

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Il viaggio papà-figlio

“E' la prima 24 Ore di Le Mans che vedo dal vivo - racconta papà Riccardo -. Era da tempo che volevo vivere questa gara e dato che mio figlio Andrea è un grande appassionato abbiamo deciso di prendere i biglietti lo scorso anno dopo la vittoria Ferrari nel centenario". Un lungo viaggio dedicato ai motori, ma che va ben oltre la semplice passione: "Inizialmente pensavamo al "solito" aereo, poi ci siamo voluti organizzare per un viaggio 'on the road' a tappe a bordo di un pulmino. Siamo partiti mercoledì pomeriggio, con sosta notturna al Frejus e ripartenza. Abbiamo percorso ben 1.300 chilometri in 13 ore. E' stata una bella esperienza padre e figlio da vivere insieme. Una volta arrivati abbiamo affittato un piccolo appartamento come base di appoggio”. 

Riccardo Buda con il figlio Andrea-2

Un viaggio che ha ulteriormente cementificato lo splendido rapporto che c'è tra padre e figlio: "Già condividiamo diversi eventi sportivi motoristici, ma questo è stato proprio diverso sotto tutti i punti di vista", confessa. Non è la prima volta che Riccardo e Andrea vivono infatti un weekend di gara in autodromo. In questo 2024 con il Ferrari Club di Forlimpopoli, alla guida del presidente Filippo Ambrosini, hanno assistito ad esempio alla “6 Ore di Imola”, tappa del mondiale Endurance, e al Gran Premio di Formula Uno del Made in Italy e dell'Emilia Romagna. Ma quella di Le Mans è stata “un'esperienza unica”. 

La 24 Ore di Le Mans 2024 (foto di Mattia Arfelli)

Che cos'è Le Mans

“E' un mondo di appassionati, e non fanatici, di tutte le generazioni, il tutto senza eccessi - spiega -. C'è ad esempio l'anziano con il quotidiano che elenca le auto in gara e che ogni tanto consulta, oppure le famiglie con bambini, uno magari legato al marsupio con le cuffie antirumore. Si respira un clima di grande correttezza e rispetto. Non si vive una corsa, ma la corsa. Abbiamo visto la 6 ore di Monza e Imola, ma il clima è diverso. C'è la differenza di nazione e di organizzazione innanzitutto. Non ci sono mille vincoli, come ad esempio quelli legati alle bottiglie, agli ombrelli e ai caricatori di batterie, eppure i controlli ci sono, fatti sempre col sorriso sulle labbra, il tutto in modo ordinato. Poi la corsa è un vero e proprio evento. Il venerdì, quando non c'è azione in pista, è possibile vivere il circuito in tutta la sua grandezza e storia. La 24 Ore di Le Mans è fatta di tanti momenti, dove tutto può succedere. E' vero che c'è di mezzo la stanchezza, ma ti senti sempre partecipe e non vorresti mai perdere un minuto di gara”.

Riccardo Buda con il figlio Andrea-4

La pioggia, poi l'emozione del podio

La gara, con tanti capovolgimenti in testa alla classifica, è stata condizionata anche dal maltempo. Ma, prosegue Riccardo nel suo racconto, "abbiamo resistito nonostante la pioggerella fastidiosa. Nel cuore della notte, durante tante ore di safety cary, siamo andati al parcheggio (gratuito!) dove avevamo parcheggiato il pulmino, concedendoci un sonnellino e dando un'occhiata di tanto in tanto alla gara sul telefonino. Alla mattina, dopo il forte acquazzone siamo tornati in circuito sulla nostra tribuna”. Al termine della 24 Ore è stata la Ferrari numero 50 a trionfare davanti alla Toyota numero 7 di Nyck de Vries, Kamui Kobayashi e e Jose Maria Lopez, regalando alla Casa di Maranello il successo numero undici sul leggendario tracciato: “Siamo andati al passaggio vicino al ponte Dunlop, per poi incamminarci verso i box e raggiungere il podio. Un'emozione indescrivibile. Mio figlio sembrava un bambino in un negozio di giocattoli. Abbiamo festeggiato e cantato l'inno d'Italia. Poi ci siamo appostati davanti al box Ferrari, circa un'oretta in attesa dei piloti terminassero la conferenza stampa. E mi sono reso conto del momento che stavo vivendo: prima 24 Ore ed è andato tutto alla perfezione con due Ferrari sul podio, una su quello più alto. Il tutto condiviso con Andrea. Abbiamo scattato qualche foto di rito e siamo riusciti a prendere anche un paio di autografi. Il tutto arricchito con foto ricordo nei vari punti dei box, sulla linea del traguardo e alle auto parcheggiate al parco chiuso. Non volevamo più uscire. Siamo stati tra gli ultimi, quando tutti i gazebo e stand erano in fase di smontaggio, verso le 19". Riccardo e Andrea tornano con una valigia piena di ricordi e emozioni: “È stata una bella scoperta. Non pensavo tutto questo. Sicuramente ci ritorneremo. Abbiamo capito come si vive e ci è piaciuto. Magari in compagnia di qualche amico del club”. 

Riccardo Buda con il figlio Andrea-2

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