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Lunedì, 26 Settembre 2022
Motomondiale

Il congedo di Dovizioso è onorevole, il presente sono Bagnaia e Bastianini. Misano è magica per l'Italia

Andrea Dovizioso, col 12esimo posto nel Gran Premio di San Marino e della Riviera di Rimini, ha chiuso il suo libro del Motomondiale, 20 capitoli, scritti anno dopo anno, da assoluto protagonista

"Grazie Dovi", recitavano gli striscioni, ma anche gli adesivi incollati nelle carene di tutte le moto schierate in griglia. Andrea Dovizioso, col 12esimo posto nel Gran Premio di San Marino e della Riviera di Rimini, ha chiuso il suo libro del Motomondiale, 20 capitoli, scritti anno dopo anno, da assoluto protagonista. E anche quello che una volta era "asfalto" si è sciolto davanti al tributo del popolo del Misano World Circuit e dei colleghi in pista, tra cui anche Marc Marquez, che prima del semaforo verde si è avvicinato al pilota di Forlì per un sincero abbraccio. Perchè Marquez è diventato il Cannibale che è anche grazie a Dovizioso, che tra il 2017 e il 2019 gli ha fatto sudare la leadership mondiale, battendolo spesso e volentieri nei duelli corpo a corpo. 

Dovizioso, pilota pulito, sincero e leale, ha saputo volersi far bene dal mondo del paddock del Motomondiale. Perchè quel pilota così introverso, sensibile e chiuso tra i suoi pensieri è umanamente una persona ricca di valori. Anche la gara numero 346, l'ultima della carriera, è stata affrontata con una grande professionalità. Non una passerella, ma 27 giri col coltello tra i denti nella speranza di cogliere una vicinissima top ten, prima di sciogliersi sotto il casco in un pianto liberatorio. Che racchiude gioie e dolori, una vita in giro nel mondo, i duelli con Marquez, Casey Stoner, Valentino Rossi, Dani Pedrosa, Jorge Lorenzo e il compianto Marco Simoncelli per citarne solo alcuni. Tante generazioni di piloti.

Nel futuro di Dovizioso ci sono sempre i motori, con le ruote tassellate da cross da incidere sul fango, ma chissà che un domani non sposi un incarico da manager in un team, lui che è stato ribattezzato come "professore" o "ingegnere" per le letture sin troppo perfette che da delle gare. Ma pensare al domani c'è tempo. Dovi si è goduto il presente, che gli ha regalato una bellissima festa alla curva del Carro ed una doccia di champagne nei box della Yamaha del team WithU. "Sono riuscito ad essere teso anche all'ultima gara e mi chiedevo perchè - ha scherzato -. E' stata bella, all'inizio non riuscivo sfruttare bene la moto, ma ho girato su un ritmo costante e mi sono concentrato perchè non volevo farmi superare. Poi le ultime curve me le sono godute, ho avuto delle sensazioni strane. Non me le aspettavo così, anche se ho cercato di non emozionarmi fino alla fine". 

Il forlivese cede il testimone ad un ricco patrimonio motociclismo italiano che sta monopolizzando sempre di più la top class, con "Pecco" Bagnaia e Enea Bastianini a guidare il plotone ("sono straforti"). Chi è venuto a Misano si è sicuramente divertito. Perchè la gara è stata di un'incredibile intensità, con giri a ritmo di qualifica fino all'ultimo passaggio. Un duello tutto Ducati, con la rossa di Bagnaia a respingere gli assalti di un velocissimo Bastianini fino all'ultimo centimetro. Divisi sul traguardo da appena 32 millesimi dopo un ultimo passaggio sotto il 32. Non solo Ducati: a salire sul podio anche l'Aprilia con Maverick Vinales, a precedere Luca Marini (Ducati VR46) e il campione del mondo Fabio Quartararo. La quarta vittoria di fila porta il torinese a 30 punti dal leader del campionato della Yamaha. 

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