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Aragon si conferma il salotto di Marquez. Splendida rimonta di Dovizioso: 2°

Alle spalle del marziano è stata battaglia con i coltelli tra i denti. Con protagonista Andrea Dovizioso

Ad Aragon gli spettatori hanno potuto assistere a due gare in una. La prima, quella di Marc Marquez contro se stesso, l'altra quella degli altri a giocarsi il trofeo del piazzamento d'onore. Lo spagnolo è partito subito fortissimo, impostando sin dalle prime curve una gara in solitudine, dipingendo con una Honda impossibile per gli altri traiettorie capaci di fargli guadagnare oltre cinque secondi in pochi giri. Scavato il solco, il 93 ha portato a passeggio la sua RC213, una cavalcata verso l'ottava vittoria stagionale (undicesimo podio consecutivo). Facile facile. Aragon è il suo salotto: pole position, giro più veloce e vittoria. "Ero convinto della mia strategia, sembra facile, ma dietro questo risultato c'è sempre tanto lavoro", commenta Marquez. Con questo passo (300 punti, +98) la corona iridata può arrivare già in Thailandia.

Alle spalle del marziano è stata battaglia con i coltelli tra i denti. Con protagonista Andrea Dovizioso. Il forlivese ha trasformato in realtà il suo ottimismo dopo una deludente qualifica. Perchè la matematica ed i dati telemetrici dicevano che il podio era possibile. E il professore ha mantenuto le promesse, chiedendo tanto alla sua Desmosedici per applicare le leggi della velocità senza commettere sbavature. Tra un traverso e l'altro in staccata, il forlivese si è preso la seconda posizione risalendo dalla decima, spinto anche dai super cavalli della Ducati.

Dovizioso ha così replicato il secondo posto del 2018, respingendo al mittente le critiche di chi lo dipingeva come rinunciatario e senza stimoli e spazzando via il clima di disfattismo che regnava in casa Ducati dopo le ultime due gara. "Sono felice di questo podio, perchè partendo decimo in MotoGp qui ad Aragon, dove non è facile recuperare e bisogna salvaguardare la gomma - esclama l'ex iridato del 125 -. All'inizio ero molto determinato e ho spinto. Non ho fatto una buona partenza, ma poi sono stato competitivo. Sono riuscito a mantenere la calma ed essere perfetto. Riuscivo ad andare forte senza abusare troppo del posteriore e questo mi ha permesso di essere più rapido sugli altri, che hanno dovuto mollare. C'era bisogno di questo risultato".

A sorpresa lo 04 ha preceduto la Ducati Pramac di Jack Miller, che nell'ultimo giro ha sopravvanzato un Maverick Vinales a lungo secondo. Ridimensionate le ambizioni di Fabio Quartararo, quinto con la sua Yamaha Petronas davanti alla Honda LCR di Cal Crutchlow. Solo ottavo Valentino Rossi, preceduto persino dall'Aprilia di Aleix Espargaro. Continua la crisi di Danilo Petrucci, fuori dalla top ten, e dietro anche all'Aprilia di Andrea Iannone. Out Franco Morbidelli (Yamaha Petronas), steso dalla Suzuki Alex Rins (nono), che nel post gara si è recato nel retrobox per chiedere scusa all'ex iridato Moto2.

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