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Martedì, 17 Maggio 2022
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MotoGp, "cucchiaio" Ducati: il verdetto slitta ad inizio settimana. Vittoria di Dovizioso ancora in "congelatore"

La corte ha deciso di prendersi qualche altro giorno di tempo per arrivare ad u

Andrea Dovizioso non può ancora festeggiare. E' atteso tra lunedì e martedì il verdetto sull'appello relativo alla regolarità o meno dell'appendice della Ducati montata nel Gran Premio del Qatar, prova d'apertura del mondiale MotoGp e che mette a rischio il capolavoro del forlivese. L'udienza alla Corte di Appello della Fim a Mies, in Svizzera, non ha prodotto alcuna sentenza. La corte, composta dai tre giudici, il presidente Anand Sashidharan (indiano), Lars Nilsson (svedese) e Sakari Vuorensola (finlandese) ha deciso di prendersi qualche altro giorno di tempo per arrivare ad una decisione che avrà risvolti importanti.

Il ricorso è stato presentato da Aprilia, Honda, Suzuki e KtmMassimo Rivola, nuovo amministratore delegato di Aprilia Racing ed ex direttore della Ferrari Driver Academy, "papà" della protesta contro il "cucchiaio" posizionato sul forcellone posteriore, difronte alla gomma, in una lunga intervista rilasciata a Motosprint, ha ribadito come l'intenzione della protesta non sia mai stata quella di privare Dovizioso della vittoria a Losail, ma di fare chiarezza su ciò che si può e non si può fare in quell'area della moto.

Per l'"accusa", l'appendice potrebbe avere una funzione aerodinamica, mentre per la "difesa" è sicura che il verdetto sarà a loro favore, in quanto l’obiettivo del deflettore è di raffreddare la gomma. Per Ducati erano presenti il direttore generale Gigi Dall'Igna e Fabiano Sterlacchini, coordinatore tecnico pista, mentre l'Aprilia era rappresentata da Rivola, Honda da Alberto Puig, la Suzuki da Davide Briviio e la Ktm da Mike Leitner. La sentenza è attesa tra lunedì e martedì e comunque prima del Gran Premio d'Argentina, quando il Circus della classe regina vorrà avere le idee chiare sul regolamento. Nel caso in cui la Corte di Appello della Fim dia ragione ai team che hanno presentato il ricorso, alla Ducati non resterà che rivolgersi alla Corte Arbitrale dello Sport.

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