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Fulgor, con Gino Natali inizia l'operazione ripescaggio

Se non è un salvatore della patria, poco ci manca. E' Gino Natali - padre di Nicola, una delle poche note liete della stagione appena conclusa - toscanaccio di Montecatini

Se non è un salvatore della patria, poco ci manca. E’ Gino Natali – padre di Nicola, una delle poche note liete della stagione appena conclusa – toscanaccio di Montecatini, classe ‘50, sincero e netto come un buon bicchiere di Chianti Montalbano. Chiamato un paio di mesi fa e oggi a Forlì con tutti i crismi dell’ufficialità, l’ex general manager di corazzate come Virtus Roma (dal 1995 al 2002 poi di nuovo nel 2010) e Olimpia Milano (dal 2002 al 2008) nonché scopritore di una semidivinità sportiva come Andrea Niccolai, dovrà aiutare la FulgorLibertas a darsi un nuovo assetto societario degno della LegaDue se non di più ma soprattutto sondare in lungo e in largo ogni orizzonte che possa portare al ripescaggio di Forlì nella seconda categoria tricolore.

Natali assumerà la veste di vicepresidente operativo per l’area tecnica e marketing. Ma a tempo, fino al 30 giugno ovvero fino alla chiusura delle iscrizioni ai campionati. “Lavorerò sul nostro progetto fino a quella data a titolo gratuito poi vedremo. Se resterò, non dipenderà dalla categoria cui saremo iscritti anche perché il riassetto societario sia che disputi la DNA sia la LegaDue andrà fatto, ma dall’atteggiamento della società, la serietà nel perseguire certi obiettivi”. Dunque Natali, valuterà non solo l’ambiente intorno a Forlì ma come e quanto Forlì voglia davvero fare il salto di qualità: “Ma qui c’è già tutto per far bene: un pubblico e un palazzetto bellissimi, una passione incredibile, media attenti e possibilità economiche interessanti”.



Come si muoverà, anzi come si è già mosso il neo braccio destro di Grazioso è chiaro: “Prima cosa – spiega Natali – è bene che si sappia in giro che Forlì sta lavorando per darsi un assetto ottimale sia societario sia dirigenziale e che è pronta a ogni soluzione per restare in LegaDue”. Le strade percorribili che Natali indica per restare in questa categoria non sono tante. Tra queste, la più improbabile è che saltino tre squadre in A1: in quel caso, pur di non essere dispari, Casale sarebbe recuperata e così Forlì in L2. Tutt’altro che agibile la possibilità che un presidente di LegaDue si stanchi e decida di mollare. “Già – precisa il vicepresidente ad interim – perché le voci di multe e penalizzazioni che si sentono sono spropositate rispetto alla realtà; squadre come Ostuni pagheranno quello che devono (appena 36mila euro per i pugliesi, ndr) magari riducendosi il budget per il mercato, senza drammi. Più fattibile, invece, l’idea dello scambio di titoli con chi, come le neopromosse, non ha le forze per fare il professionismo o chi lo è già ma ha deficit importanti”. Insomma occhio a chi zoppica un po’, pronti a offrire una più agevole ed economicamente corroborante chance tra i dilettanti.

Oltre a tessere trame con altre società, Natali farà “pressioni” positive sulla Federazione: “Non è un’operazione di lobby – precisa –: cercherò di far capire cosa il movimento basket perderebbe se Forlì scendesse di categoria. Insomma, dopo 8 partite perse sono venuto a vedere il derby con Imola e c’erano 3-4000 persone; alla fine si festeggiava come si fosse vinta la Coppa dei Campioni. Ve l’assicuro che cose così non si vedono altrove. Non credo farò molta fatica: Meneghin (presidente Fip, ndr) ma ha già assicurato massima vigilanza”.

 Altro capitolo succoso, quello presentato in conferenza dal Presidente, Giorgio Grazioso: il nuovo progetto di riassetto societario; base fondamentale per il rilancio fulgorino. Nelle idee di Grazioso, c’è uno “scheletro” ben più asciutto che non quello a 52 soci della stagione ’11-’12. Il cuore sarà formato da 8 “big” (con possibile allargamento a 12) seduti al tavolo di via Zuelli con percentuale paritaria (la fetta da spartirsi è pari all’80-90% della Fulgolibertas) pronti e abili, anzitutto, a formare in toto il budget iniziale della stagione ventura; budget che sarà simile a quello dello scorso anno. Tra questi 8 non figurano i duellanti delle ultime due stagioni: Roberto Arpaia e Nicola Alberani, entrambi più pronti a una pausa di riflessione che a nuovi impegni.  A corollario del nocciolo biancorosso, altri due livelli: uno di “piccoli azionisti” (professionisti pronti a esborsi secondari, inseriti in ambiente ma senza capacità di decisione) e un terzo con semplici sostenitori, cioè gli abbonati del parterre “vip”. I livelli di contorno serviranno a coprire eventuali colpi di mercato resi necessari durante la stagione.

 “E’ il progetto che porterò in assemblea e che auspico sia approvato – illustra Grazioso – perché è evidente che tra i tanti errori commessi, uno tra i più gravi è stato avere un assetto troppo allargato. Le decisioni vanno prese in maniera corale, senza distinguo. Altro errore è stato non separare i ruoli tra società e dirigenza (chiaro riferimento al doppio ruolo di Alberani di direttore sportivo e socio, ndr). Per questo è prevista anche una ridefinizione della struttura con un presidente, un segretario generale (già identificato in Elena Zurlo, ndr) e un responsabile tecnico e marketing. Gli altri saranno a caduta, senza preclusioni né epurazioni”. A scanso di equivoci, Grazioso porrà un altro paletto: “Dovremo razionalizzare i costi e approvare un codice comportamentale, sottoscritto da tutti; come non possiamo permetterci di spendere male i soldi così non possiamo permetterci cadute di stile, dichiarazioni fuori luogo e strani messaggi sui social network”.

 

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