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Sfottò e provocazioni continue: lo speaker di Jesi fa infuriare i tifosi Fulgor

Un comportamento a dir poco discutibile, quello dello speaker ufficiale dell'Aurora Basket Jesi durante l'ultimo match vinto dai padroni di casa sul filo di lana contro la FulgorLibertas Forlì per 78-77, partita giocata il 3 marzo scorso. Atteggiamenti provocatori, sfottò e pure polemiche su Facebook

Un comportamento a dir poco discutibile, quello dello speaker ufficiale dell'Aurora Basket Jesi durante l'ultimo match vinto dai padroni di casa sul filo di lana contro la FulgorLibertas Forlì per 78-77, partita giocata il 3 marzo scorso. Un comportamento fatto di sottolineature esagerate ad ogni realizzazione della squadra di casa, la cui 'coda' si estendeva anche durante i primi 10 secondi della successiva azione dei forlivesi. Ma non solo: pare che lo stesso attivasse anche una sorta di sirena per sottolineare gli errori della Fulgor, mentre durante i time-out aumentava il volume della musica a livelli assordanti. E come se non bastasse, ci si mettono pure alcune frasi su Facebook nella bacheca ufficiale della FulgorLibertas.

Le accuse sono state fatte dal Basket Club Marini 1981 di viale dell'Appennino in una lettera di protesta indirizzata alla Federazione Italiana Pallacanestro, al Comitato Italiano Arbitri e al presidente della Legadue, nonché per conoscenza alle due società protagoniste del match.

IL REGOLAMENTO - "Vorremmo sottoporre alla cortese attenzione della Federazione - si legge nella nota del club Marini - un malcostume che si va sempre più diffondendo nei Palasport italiani presso i quali i membri del nostro Club, unitamente a tanti altri tifosi forlivesi, spesso si recano per seguire la FulgorLibertas nel campionato di Legadue. L’occasione ci viene servita con un perfetto assist dal comportamento tenuto dallo speaker ufficialepresente al tavolo UDC durante l’incontro del 03/03/2013 Jesi – Forlì il quale, a nostro parere, èandato ben al di là di quanto previsto dal Regolamento Esecutivo che nello specifico recitando ‘E’ consentita la presenza al tavolo di uno speaker ufficiale. La sua funzione deve essere strettamente limitata alla diramazione di notizie ufficiali. .” riteniamo ponga limite ben precisi all’operato di questa figura, soprattutto in virtù della precisazione ‘strettamente’. "

UN ATTEGGIAMENTO DISCUTIBILE - "Tale atteggiamento, sicuramente abituale, a cui nello specifico oltre 400 tifosi forlivesi hanno assistito e subito, è fatto di sottolineature enfatizzate all’inverosimile in occasione delle realizzazioni della squadra di casa, considerando che tra citazione del nome del giocatore ed il tipo di segnatura effettuata si protraeva per una decina di secondi accompagnando anche buona parte dell’azione della squadra avversaria. Riteniamo che lo stesso personaggio attivasse anche una sorta di musichetta tipo sirena per sottolineare gli errori della squadra ospite, mente durante i time-out per contrastare i cori avversari
aumentava il volume della musica a livelli assordanti".

GLI ARBITRI DOVE SONO? - Non capiamo come tali atteggiamenti non siano stati colti dalla terna arbitrale, solitamente molto attenta nel recepire invece prontamente qualche coro offensivo indirizzato verso tesserati ben identificati. Riteniamo a termini del disposto regolamentare che lo speaker in questione dovesse essere perlomeno invitato verbalmente ad attenersi alle funzioni previste, mentre persistendo tali atteggiamenti dovesse essere allontanato dalla postazione microfonica con relativa sanzione alla società di casa.

DALLO SPEAKER SFOTTO' ALLA CURVA - "Questo è quanto accaduto durante lo svolgimento della gara - continua la lettera del club Marini - ma lo stesso speaker nel dopopartita è andato ben oltre, soffermandosi presso il tavolo e sempre con l’ausilio del microfono indirizzare ‘sfottò’ nei confronti della tifoseria ospite per concludere la sua performance con un beffardo ‘La società Jesi Basket augura un buon rientro a casa alla tifoseria ospite’ Atteggiamenti che hanno fomentato tensioni tra le opposte tifoserie che le forze dell’ordine hanno faticato non poco per contenere".

PURE SU FACEBOOK - "Non contento sembra che lo stesso identificandosi come ‘G.F.' si sia presentato tramite il socialnetwork ‘facebook’ sulla bacheca ufficiale della società ‘FulgorLibertas’ per continuare la sua personalissima combutta con i tifosi forlivesi e se tale ‘profilo’ risultasse appartenere effettivamente allo speaker di Jesi, la lettura dei suoi commenti tuttora visibili pubblicamente riteniamo sia di per se più che illuminante".

"NON SIAMO DEGLI ANGELI" - "La tifoseria forlivese nel panorama cestistico italiano è risaputo come sia molto partecipe e focosa per cui non vogliamo atteggiarci a perfetti gentiluomini e nei settimanali confronti ad ‘armi pari’ non ci lamentiamo certo se la tifoseria avversaria nelle normali schermaglie verbali ci sovrasta o ci offende, espressioni facenti parte della normale dialettica ‘da palasport’, ma che tali atteggiamenti vengano assunti da un soggetto la cui figura se non terza, è ‘delineata’ comunque a termini di regolamento e riveste un ruolo societario o ad essa vicina, ci pare obbiettivamente un comportamento sopra le righe che riteniamo, anche per le implicazioni di ordine pubblico succitate, vada attentamente valutato dai preposti a cui è demandato il compito di far rispettare il
regolamento. Ma al di la di queste considerazioni pensiamo che in generale spesso siano proprio i cosiddetti ‘addetti ai lavori’ (giocatori, tecnici, arbitri e dirigenti), categoria dalla quale dovrebbe arrivare il buon esempio per le tifoserie soprattutto nella sua componente più giovane, che mortificano con atteggiamenti discutibili, di cui quello raccontato ne è un lampante esempio, il comportamento ‘sportivo’ che proprio da loro ci si potrebbe e dovrebbe aspettare. Dopo le opportune specifiche verifiche - si conclude la lettera - sarebbe gradito ed apprezzato un riscontro alla presente".

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