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Martedì, 29 Novembre 2022
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Dai film di Bruce Lee a campione di arti marziali: titolo italiano per Davide Scavone

Una famiglia dominata dalla passione per le atri marziali. Gli Scavone sono 5 fratelli di cui due, Davide, 30 anni e Valentina, 26, sono recentemente diventati campioni italiani. Lui di MMA (Arti marziali miste) e lei di Submission

Una famiglia dominata dalla passione per le atri marziali. Gli Scavone sono 5 fratelli di cui due, Davide, 30 anni e Valentina, 26, sono recentemente diventati campioni italiani. Lui di MMA (Arti marziali miste) e lei di Submission (detta anche Grappling: lotta specializzata nel combattimento a terra e finalizzata alla sottomissione dell'avversario senza l'utilizzo delle percussioni). La passione è nata dal padre Luigi, 60 anni ex pugile, che poi ha iniziato insieme al figlio 17 enne a dedicarsi alle arti marziali, avendo ormai abbandonato la carriera di pugile.

Davide racconta la  loro storia a Forlitoday. Sono tutti partiti con la boxe, Valentina 3 anni fa ha vinto il titolo italiano nei pesi mosca, poi dopo un grosso infortunio, ha iniziato con il Submission. “Vedendo mio padre anch'io volevo fare boxe, ma lui non ha voluto. A 17 anni, ho visto un mio amico aggredito per strada e finito al pronto soccorso, e a quel punto mi sono avvicinato alle arti marziali per autodifesa. Tutto in modo casuale. Avevo da poco visto un documentario su Bruce Lee, grazie al quale mi sono reso conto di che campione fosse veramente e nel Jeet Kune Do”. Davide ha cominciato presso un'accademia riminese dove si poteva imparare quest'arte marziale (chiamata anche Street Fighting), insieme con il padre. Le gare sono arrivate solo recentemente, prima è arrivato l'insegnamento.

“Quando ho deciso di gareggiare – racconta Davide, allenato dal padre - ho fatto una sorta di tour de force: 12 incontri in 6 mesi di Kick Boxing, MMA, Submission e K1, qualificandomi in tutte le discipline. Poi ho scelto l'MMa perchè è quella che più si avvicina al Jeet Kune Do. E' stata dura: per due mesi l'allenamento è stato massacrante, perchè dovevo conciliarlo con la mia attività di insegnante. Ricordo bene le nottate passate a correre per strada”.

Ma ne è valsa la pena: Davide, non essendoci nessuno nella del suo peso, ha rinunciato alla sicura cintura di campione per combattere nella categoria superiore (-66kg). In finale era seguito all’angolo dal suo maestro Macrelli Roberto e da suo padre Luigi, sempre presente ai combattimenti dei figli e si è aggiudicato titolo italiano e cintura di MMA

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