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Venerdì, 14 Giugno 2024
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Coach Garelli e l’elogio della sfrontatezza: “Abbiamo giocato a testa alta, senza mollare mai”

Il tecnico nel post partita contro Treviso rende merito allo spirito dei suoi ragazzi.

Coach Gigi Garelli esulta, ma senza strafare, dopo il successo da infarto su Treviso 72-71: "Non abbiamo mai mollato. Soprattutto nel terzo quarto quando sul -12 poteva sembrare un'impresa impossibile riprendere Treviso, anche perché loro ruotavano continuamente gli uomini a differenza nostra (chiaro riferimento a Pierich e Bonacini, ndr). Abbiamo continuato a crederci facendo anche scelte coraggiose come mantenere la decisione di passare dietro sui loro blocchi così da riempire l'area. Un'opzione che ha dato frutti, tranne che nel terzo quarto quando ci hanno punito dalla distanza. Siamo stati a tratti farraginosi ma ci siamo aggrappati alla difesa e a una solidità mentale che a Ravenna non avevamo mostrato. Restano tutte le difficoltà fisiche che ancora ci assillano ma sono punti che fanno morale, ma fa ancora più morale non essersi arresi ad una squadra oggi più forte." Sulla prova di Blackshear, versione diesel per poi esplodere nel finale: "Wayne sapeva di dover giocare 40'; questa cosa lo ha portato ad amministrarsi. alla fine se andiamo a vedere le azioni, al di là delle cifre, direi che ha fatto il suo, ha dato una mano anche a rimbalzo. Sia Wayne sia Crockett sono ragazzi che hanno voglia di vincere di stare con gli altri. L'ultima azione lo ha dimostrato. Ed è quello che voglio da tutti i ragazzi. Oggi Paolin ha voluto aggredire la partita. Avete visto la mia sfuriata con Infante: quello che vogliamo è che i ragazzi lottino, giochino a testa alta. Il messaggio è arrivato. Senza lo spirito giusto non saremmo rimasti in scia. Anche per questo, sul -12, non ho voluto chiamare time-out, non volevo dare l'impressione di essere in emergenza ma che tutto potesse esser recuperato." E così è stato. Parole di elogio anche dal tecnico dei trevigiani, Stefano Pillastrini: "Faccio i miei complimenti a Forlì per aver giocato una partita solidissima. La pallacanestro è un gioco strano e se la partita vive di episodi rischi di perderla per nulla. Penso al canestro sbagliato sul +6 da Perry mentre dall'altra parte Paolin ha fatto un canestro da campione. Dal potenziale +10 siamo andati al +3. Purtroppo abbiamo evidenziato grossi problemi di gioco, di sistema. Gli americani sono nuovi, hanno difficoltà a ingranare e se poi incontri una squadra tosta, con equilibri chiari come Forlì, le cui assenze hanno esaltato le responsabilità dei singoli, è facile uscirne sconfitti."

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