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Venerdì, 19 Agosto 2022
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Comitato abbonati Fulgor Libertas: comincia la battaglia per la verità

Sala S. Caterina gremita per la presentazione delle iniziative del Comitato Abbonati: al via la querela "di gruppo" contro la Dirigenza per scoprire come e perché è stata portata al fallimento la Fulgor Libertas.

Parte ufficialmente l'operazione “verità” sulla brutta faccenda Fulgor Libertas. Promossa dal Comitato Tutela Abbonati Fulgor Libertas – sodalizio nato grazie all'impegno di Christian Battistini e Lucia Bongarzone – e presentata venerdì sera in una Sala S. Caterina gremita da oltre 300 persone, l'iniziativa di chi in estate sottoscrisse un abbonamento per un campionato di serie A2 Gold che aveva tutte le premesse per esser assai soddisfacente mentre si è poi risolto (dopo neanche quattro mesi di agonia e mille menzogne) in un clamoroso tonfo, prevede una querela “collettiva” rivolta contro chi, per ruolo diretto o indiretto, ha portato all'autoesclusione della società forlivese per incapacità economica il 2 gennaio scorso.

“Si sono sentite molte voci su quanto avremmo detto stasera – ha spiegato l'avvocato Andrea Romagnoli, professionista prestatosi pro bono a difendere gli interessi dei titolari di abbonamento FL – in parte non vere. Sono qui, anzitutto, per riportarvi alla realtà e per cercare di riunire intorno a questo progetto tante più persone possibile. Primo, non sarà un'azione collettiva, una cosiddetta class action: non ci sono i tempi né le premesse. Ci sono creditori diretti (parlo dei giocatori, dello staff, dell'Ente Fiera o del Comune), realtà che hanno offerto servizi in cambio di nulla; a loro spetta muoversi per avere quanto dovuto. Noi, invece, parliamo di abbonati, di persone che hanno comprato un servizio, solo in parte fruito, cui non conviene intraprendere lo stesso percorso. Piuttosto conviene muoversi per interessare la Procura su un diritto leso, che è il sentimento sportivo, capire se non ci sia stata truffa. In questi giorni, leggendo le carte, i documenti, le interviste, mi sono fatto un'idea: non è che forse tutte le promesse fatte in estate fossero solo per ingolosire una piazza affamata? Che magari neanche un euro sia finito nella squadra? Che i nomi importanti di giocatori – mai pagati – siano serviti per richiamare attenzione a fronte di risultati sul campo mai voluti? Nel caso – aver indotto tanti a credere e a spendere soldi per un sogno irrealizzabile – ci sarebbero gli estremi per denunciare il reato di truffa. E' questo quanto vi proponiamo: procedere in una querela contro personaggi certi, che redigeremo a nome di chi vorrà essere censito, stringata e circostanziata, basata su promesse fatte, pagamenti avvenuti e risultati pari a zero. Se avanzerà si andrà al processo penale con eventuale risarcimento anche per danno morale. La forza di questa azione sarà direttamente legata al numero di chi la sottoscriverà: se saremo tanti lo scossone assestato sarà forte, comunicativamente lo è già. La Procura di Forlì è attenta a queste tematiche, vogliamo attivarla perché possa fare chiarezza, arrivare fino in fondo, risarcire chi ha subito danno. Mettiamoci la faccia, di sicuro manderemo un bel messaggio a Forlì e a tutto il movimento.”

A spiegare le modalità dell'adesione al Comitato e alla querela Christian Battistini: occorre che l'abbonato (se minorenne dev'essere un genitore) dichiari via mail a comitatotutelabbonatifl@gmail.com la volontà di aderire inviando i propri dati anagrafici, recapiti e numero di abbonamento (sigla alfanumerica posta sotto . retro della tessera, inizia per A). Successivamente, ai querelanti, sarà illustrata il documento. “Vogliamo la verità perché nessuno può permettersi di prenderci in giro” hanno ribadito i promotori, Battistini e Bongarzone. “Abbiamo tenuta alto l'attenzione e ora vogliamo capire cosa è successo e per far ciò occorre mettere in campo ogni azione. Vogliamo sapere chi ci ha preso in giro e perché.”

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