Dal "rito" delle calze nere all'indimenticabile 21 maggio: Niccolai e Attruia ricordano lo storico 1995

Niccolai svela invece la consegna delle calze nere a casa sua: “E’ stato un rito goliardico ma significativo, c’era questa voglia di stare insieme

"Mi ritorni in mente...". Ventuno maggio 1995: emozioni cristalline che difficilmente i tifosi della palla a spicchi forlivese possono dimenticare. Una magistrale tripla di Andrea Niccolai, a pochi secondi dalla fine, regalò all'allora Olitalia Forlì la promozione in A1 nel match al "Flaminio" contro la Teamsystem Rimini. Un'impresa sportiva che rimarrà scolpita nella storia della pallacanestro mercuriale. Di questo si è parlato lunedì sera nel quinto Monday Night della Pallacanestro 2.015 alla presenza di Niccolai e di un altro dei protagonisti della promozione in Serie A del 1995, ovvero Stefano Attruia.

“Forlì è una piazza storica della pallacanestro italiana - ha esordito Niccolai -. La passione delle famiglie è una cosa pazzesca, già di per sé credo che tutti i ragazzi passati per Forlì abbiano un bellissimo ricordo e che siano stati amati. E’ bellissimo giocarci, perché senti che stai veramente rappresentando la voglia, le ambizioni e porti avanti le energie di una città. Sono stati due anni bellissimi. Questo cordone ombelicale è ancora fortissimo, anche grazie alla società che ci ha fatto una grandissima sorpresa nella riunione di due anni fa. C’è una cultura di pallacanestro e riconoscenza della storia che qui è unica".

Attruia racconta uno dei tanti aneddoti risalente a quegli anni: "Parlando con Andrea, vedendo il gioco che stavamo producendo a metà stagione, ci venne l’idea di andare da Max Di Santo e chiedergli di dedicarsi maggiormente al compito difensivo, cioè di annullare sistematicamente il giocatore più pericoloso delle altre squadre nel reparto dei piccoli. Questa è un’operazione molto difficile da fare, un giocatore come Max può avere una ventina di punti nelle mani, in attacco è molto forte. Sappiamo che i giocatori vengono riconosciuti per i canestri che fanno, è molto difficile andare da un cestista e chiedergli questo. Andammo da Phil (coach Melillo, ndr), ne parlammo con lui e ci disse ‘Parlategli voi direttamente’. Ci diede l’incarico e ci passò la leadership che trasversalmente arrivò proprio a Max, che iniziò l’exploit difensivo dalla partita dopo”.

Niccolai ha svelato invece la consegna delle calze nere a casa sua: “E’ stato un rito goliardico ma significativo, c’era questa voglia di stare insieme, di sancire questa unione, rapporto che si era creato tra noi. Invitai tutti i ragazzi a casa mia, ci fu questa consegna simbolica delle calze nere, con un impegno da prendere nei confronti dei compagni. E’ stato un piccolo tassello di quell’unità di squadra. L’esempio di Max rappresenta proprio la voglia di essere uniti l’uno per l’altro senza invidie, protagonisti, con la voglia di fare il massimo per la squadra, che è l’obiettivo principale. Ognuno ha dato un contributo determinante. Ricordo che poi andammo tutti insieme a mangiare, fu una serata di amicizia, di un gruppo che stava bene insieme”.

Attruia ha vaghi ricordi circa il rientro a Forlì del 21 maggio 1995: “E’ stata una cosa meravigliosa, inaspettata e mai vissuta. Ero assolutamente da un’altra parte, in completa trance, infatti se vedete il video del canestro di Andrea, ci sono io che mi pietrifico in mezzo al campo. Una cosa incredibile, vissuta da me in completa trance”.

Niccolai ha ricordato anche l’americano Kenny Williams: “Kenny è stato fondamentale nel dare una svolta alla nostra stagione, cambiando la chimica di squadra. E’ un giocatore per l’A2 fuori categoria, genio e sregolatezza, sapevamo benissimo che qualche allenamento l’avrebbe saltato, andava a giocare al casinò a Venezia il lunedì, tornando il martedì ma a volte anche il giovedì. Era molto genuino con tutti noi. Prima della gara 3 andammo a casa sua, lui aveva le valigie pronte per partire. Noi gli chiedemmo ‘Che succede?’ e lui ‘Tranquilli, vinciamo 3-0’. Ce l’abbiamo fatta e ci ha tolto un po’ di ansia, è stata una spinta di sicurezza”.

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Attruia ha rivelato in seguito altri particolari su Williams: “Lo caricavamo e motivavamo negli allenamenti pomeridiani, dove lui si allenava veramente bene. Mi ha sempre colpito per via del suo carattere eclettico soprattutto fuori dal campo, ma dentro di esso se poteva fare 20 punti e 20 assist li faceva. Era veramente molto equilibrato, un giocatore dal grande passaggio ad esempio, che non ti aspetti in un carattere come il suo”.

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