"Forlì e Seravezza si doveva giocare a porte chiuse": la Polizia multa la società biancorossa

Nei confronti del presidente Gianfranco Cappelli, durante l’incontro, è stata irrogata la sanzione amministrativa prevista dal decreto legge numero 19 del 25 marzo scorso

La sfida tra Forlì e Seravezza, recupero della prima giornata di campionato vinta dai biancorossi col punteggio di 2-1, si sarebbe dovuta disputare "a porte chuse", senza la presenza degli spettatori. E così la società biancorossa è stata sanzionata dalla Polizia di Stato "per il mancato rispetto della normativa volta al contenimento della emergenza epidemiologica". Dalla Questura viene rimarcato come il Forlì "avesse organizzato un efficiente servizio per il filtraggio degli spettatori, che durante l’evento hanno indossato la mascherina e mantenuto il distanziamento in virtù delle norme contenute nel dpcm del 7 agosto scorso". Sugli spalti erano presenti alcune decine di tifosi, muniti di abbonamento e biglietto.

Tuttavia, informano dalla Questura, la partita si doveva disputare "a porte chiuse", con la sola presenza del gruppo squadra, degli addetti delle due compagini, sanitari e arbitri. Nei confronti del presidente Gianfranco Cappelli, durante l’incontro, è stata irrogata la sanzione amministrativa prevista dal decreto legge numero 19 del 25 marzo scorso. "Salvo diverse determinazioni da parte dell’autorità di governo, anche i prossimi incontri di calcio di serie D dovranno disputarsi su tutto il territorio provinciale a porte chiuse", viene comunicato dalla Questura.

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Commenta il Forlì Calcio in una nota: "In questo momento siamo molto amareggiati per la situazione che sta vivendo il Calcio Dilettantistico Italiano. Ci troviamo davanti ad un momento di grande confusione, il decreto ministeriale e la Lega Dilettanti impongono le porte chiuse per i Dilettanti, ma non sanzionano le società che in regione e fuori regione aprono gli stadi ai propri tifosi. Il nostro intento non è quello di polemizzare, le forze dell’ordine hanno fatto il loro dovere, constatando inoltre l’efficiente servizio messo in opera dalla società a tutela degli spettatori, ma di chiedere, unitamente alle altre società emiliano-romagnole che ci sia un criterio uniforme a nostra tutela per non perdere gli introiti derivanti da abbonamenti e biglietti, essendo una delle fonti principali di sostentamento delle squadre dilettantistiche. A nostro malgrado, se entro domenica non riceveremo risposte dalle autorità governative dovremo disputare la prossima gara di campionato a porte chiuse". 

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