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Fulgor, due lunghi in una botta sola: Coleman e Poletti

Due lunghi in una botta sola. La Fulgor Libertas si gioca le carte di Thomas Coleman e del "figliol prodigo" Mitchell Poletti per conquistare una tranquilla salvezza

Due lunghi in una botta sola. La Fulgor Libertas si gioca le carte di Thomas Coleman e del “figliol prodigo” Mitchell Poletti per conquistare una tranquilla salvezza. Coleman, gigante americano formatosi nell'Università di North Carolina A&T e "svezzato" nei suoi primi mesi da "pro" dallo storico Girona Basket, è consapevole delle grosse aspettative della piazza Forlivese: “Sono pronto a fare la mia parte, so che qui i minuti e la 'fame' dei tifosi è tanta ma questi sono styati proprio i motivi che mi hanno spinto a venir qui, avere delle responsabilità in più è quello che cercavo”.

Nel club iberico, sotto il “bastone” di Zan Tabak – coach croato già mitologico pivot dell'Olimpia Milano, uno dei pochi europei a giocare nell'Nba degli anni '90 ovvero quando il campionato professionistico USA era davvero un altro pianeta – in effetti Coleman non ha avuto grandi spazi per mettersi in mostra, partendo più volte dietro il 46enne Darryl Middleton: “Quando sono arrivato a Girona – spiega Coleman – sapevo che avrei avuto come compagno un giocatore “ingombrante”. Ne ho parlato spesso col coach e speravo potessimo coesistere; il minutaggio non ha rispecchiato né la mia intenzione né quanto mi ha sempre detto il tecnico e sinceramente non ne ho mai capito perché. Ora sono qui e farò di tutto per guadagnarmi la fiducia dell'ambiente”. Da Tabak a Nenad Vucinic, ad un primo impatto, il passo sembra positivo: “Vucinic mi ha fatto una buona impressione – conferma l'ex NC –. Si vede che è un tipo duro, uno che conosce profondamente il basket. Mi ha detto subito cosa si aspetta da me e in cosa crede io possa migliorare”.

“Le mie caratteristiche sono la difesa e l'intimidazione – ha aggiunto il neo totem della FulgorLibertas, 203 cm scarsi scarsi –. Sono i capisaldi che uso per entrare in squadra e farmi apprezzare. In campo sono calmo, non mi lascio prendere dalle emozioni. Resto concentrato. Ruoli? Soprattutto gioco da 5 ma è un particolare indifferente per me, so adattarmi anche da ala alta”.

Meno timido del nuovo compagno di squadra ma parecchio provato dalla stanchezza accumulata nell'ultimo match in maglia Brindisi, appena martedì scorso, è il secondo botto di mercato fulgorino, Mitch “Pollo” Poletti: “So cosa mi possono chiedere e cosa posso dare – chiosa -. Ho voluto fortemente tornare a Forlì perché conosco l'ambiente, la città e i compagni. Sant'Antimo era un'opzione ma tornare qui è stata la cosa più giustta. Ora quel che conta è fare il meglio possibile in queste dieci partite. Non contano le prestazioni a livello personale, ma quelle del collettivo. Rispetto allo scorso anno siamo decisamente messi meglio. Possiamo toglierci delle soddisfazioni perché la squadra col mio arrivo e l'innesto di un giocatore fisico come Thomas è di livello per la LegaDue”.

A Brindisi l'aver accumulato minuti su minuti in panchina ha reso Poletti una belva in gabbia. “Posso portare positività alla squadra perchè sono contento di esser qui. Dare energia, fare gruppo e metter al primo posto il collettivo. So che servirà energia, combattività. Il contratto con Brindisi? Preferisco non parlarne, comunque non è automatico che torni a Brindisi in estate”.

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