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Giorgio Grazioso

Giorgio Grazioso

Fulgor, il ripescaggio in LegaDue è servito

La Fip esclude Piacenza e Ostuni lasciando spazio ai romagnoli; ma per sedersi al tavolo della prossima Legadue, Forlì dovrà dimostrare di poter saldare i propri debiti

Forlì torna a sperare nella Legadue. Il Consiglio Federale Fip, riunitosi sabato per ridisegnare i futuri assetti dei campionati professionistici, sentita la relazione della Comtec e delle Leghe, ha messo alla porta in un colpo solo la gloriosa Treviso e Teramo dall'A1, Piacenza e Ostuni da quella della prossima LegaDue. Un attesissimo verdetto che dovrebbe dare il la all'effetto domino dei ripescaggi a tutto beneficio di FulgorLibertas Forlì e Basket Napoli, prime teste di serie nella lista dei “recuperati”.

Ma il condizionale è però d'obbligo perché, secondo punto del Consiglio, è che la composizione del prossimo campionato di Legadue sarà decisa solo dopo l’esito dei controlli effettuati dalla Comtec nei riguardi delle squadre che hanno presentato regolari istanze di ripescaggio (Forlì, Napoli, Torino e Capo d’Orlando). Se la scure della Comtec taglierà altri rami secchi il campionato di L2 potrà esser composto anche solo da 14 squadre e non 16.

Piccola metafora in verbo sportivo della situazione del nostro Paese, questa FulgorLibertas ricorda l'Italia alle prese con spread, spending review, crisi: bene il tanto impegno, molto bene la tanta storia, ancor meglio il merito (3.000 tifosi “cascasse il mondo” non li ha proprio nessuno) ma il punto, come sempre, sono i soldi, i debiti. E Forlì ha una voragine nella cassaforte. Si parla di un regresso che oscilla intorno agli 850mila euro. Una sfilza di “meno” che non piacciono alla Fip, ancor meno alla Commissione tecnica. Entro il 30 luglio, quando alla porta della sede di via Zuelli busseranno alcuni signori in giacca e cravatta con sottobraccio calcolatrici e tra i denti matite rosse, la FL dovrà dimostrare di saper saldare le pendenze e aver le gambe solide per finire il prossimo campionato. Fatte alcune somme, poter contare su un paio di milioni.

Il presidente Giorgio Grazioso - cui va dato il merito di non esser fuggito come altri "idoli" del basket forlivese - in queste settimane, dopo aver visto il suo progetto di riassetto societario perder pezzi davanti alle crescenti richieste di capitali, parrebbe aver trovato la quadra lasciando spazio ad alcune vecchie conoscenze del cesto forlivese, tra cui gli ex Libertas Basket '80 Maurizio Giannelli e Sergio Servadei.

E sia chiaro, quella arrivata dalla Fip non è solo una chance, è un prendere o fallire. La FulgorLibertas, così com'è, o mette a posto i conti e mantiene quel minimo di appeal verso soci e sponsor che la LegaDue ancora assicura, o molto facilmente fallirà. Far la DNA, senza un budget di livello utile per risalire subito tra i pro (pia illusione dati i chiari di luna del periodo), equivarrebbe a prolungare l'agonia per ritrovarsi poi l'anno prossimo, in virtù delle riforme in atto, in quarta categoria. Uno scenario deprimente, da rompete le righe generale.

Nota finale dedicata alla Fortitudo Bologna. Da sabato le aquile non volano più: il Consiglio Fip ha infatti ritirato il codice di affiliazione “originale”, quello detenuto dal patron Sacrati.

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