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Fulgor, un altro passo verso l'inferno: vince Piacenza 75-80

Avanti di 10 lunghezze a 6' dalla fine, Forlì stacca la spina, smette di giocare e butta al vento un successo fondamentale in chiave salvezza. Ora le sconfitte consecutive sono sei.

Che i nomi non bastino a fare identità, spirito di squadra, è palese. La speranza era che questa ovvietà non risultasse tale proprio per Forlì e proprio nel match dell'agognata svolta. Invece... Invece Poletti, Coleman, Nardi nulla hanno potuto nell'arginare la deriva psicologica e tattica che attanaglia Forlì da un paio di mensilità e che rende gioco facile ad ogni squadra che sia tale, battere i biancorossi. Stavolta è stata Piacenza a godere i frutti della fumosità MarcoPolo.

La banda di Corbani in Romagna non ha mostrato numeri da top team – vero, han fatto molto bene Passera, Harrison e Anderson mentre lo spauracchio Voskuil ha combinato nulla per 39', per poi insaccare 5 punti decisivi – ma il punto vero è che alla Copra è bastato spingere sull'acceleratore, far leva sulle lacune tattiche e caratteriali forlivesi, per rovesciare in corsa lo svantaggio di 10 lunghezze accumulato a 6' dalla sirena (67-57) e portare a casa due punti d'oro. E, viceversa, spintonare Forlì al centro della graticola della lotta salvezza. Una gestione degli ultimi 4-5 minuti di partita che non può non portare sul banco degli imputati anche Nenad Vucinic. Colpe? Poca, pochissima difesa a zona (il furetto Passera ringrazia), cambi col contagocce (Nardi tenuto troppo a lungo sul parquet, tanto da arrivare al rush fisiologicamente annebbiato; Poletti e Coleman, al contrario, lasciati per troppi minuti sul pino), ultimi palloni “girati” oggettivamente senza schemi né idee.

Primo quarto – Vucinic butta Nardi e Coleman subito in quintetto: un'opzione che fa subito esplodere l'incredibile pubblico forlivese (2500 persone alla domenica alle 12 è segno di passione infinita). Primi scambi e le sincronie tra i due pilastri dello starting five romagnolo, Nardi-Coleman (7 punti nel quarto), alimentano un bel break FL: 8-2, 2'30”. L'innesto di nuovi solisti permette finalmente a Forlì di suonare tutta un'altra musica rispetto alle prove precedenti. Freeman prova a dare il suo contributo ma le percentuali (1/3 da 3) non premiano l'impegno. Piacenza soffre l'assenza dai giochi di Voskuil (merito di Natali è stretto come un bullone sul danesino emiliano); il solo Anderson riesce a combinare qualcosa sfoderando doti fisiche impressionanti (10-4, 5'). Al 6' è il momento di Mitch Poletti, dopo i tanti applausi in presentazione, di toccare il parquet e dare ulteriore spessore sotto il cesto (18 rimbalzi, 6 offensivi 3 di Natali), novità assoluta che frutta doppi tiri che il tandem Natali e Freeman monetarizza. 20-12 è il finalino più giusto per una Forlì arrembante, volitiva e profonda.

Secondo quarto – L'entusiasmo è la benzina con più ottani possibile certo, ma per un motore rodato. Evidente che in questo senso Forlì, ancora lontana da trovare la quadra e troppe volte parsa in versione autogestione, è destinata a patire un calo fisiologico. E' Harrison (29 punti alla fine) a incaricarsi del compito di ricucire, con 10 punti semi-consecutivi che puniscono ogni imprecisione difensiva forlivese, ogni debolezza nei giochi su pick 'n roll. Al 13'30” è -3, 22-25 ma soprattutto aleggia la sgradevole sensazione che la FL abbia perso fiducia e visione, appesantita dal cumulo di falli di Coleman e Poletti. Il rientro in campo di Nardi e Huff porta equilibro (26-25, 16'). A romperlo sono però un paio di fischiate che gridano vendetta e fanno imbufalire il PalaCredito; Piacenza ne beneficia rimettendo testa avanti: 26-29, 17'30”. Gli ultimi minuti del tempo offrono poco, regnando le difese, specie quella Copra. Piacenza spicca leggermente e solo un paio di azioni personali di Nardi e Huff (su tutte l'assist del play per il pareggio allo scadere di quarto di Huff) mantengono il punteggio in perfetta equivalenza: 34-34.

Terzo quarto – Rientra in campo spumeggiante e rabbiosa Forlì che assesta subito 3 rasoiate (6-0, 40-32, 21') due in transizione dopo palla rubata. Nardi mostra che il lungo stop non ne ha affievolito le doti di leader né la lettura dei giochi (su un jump dalla media per il +5, 44-39, 23'30”). La Copra, non è cadavere e il solito Harrison d'esperienza e talento, rimette i panni della guida e alla boa del quarto è di nuovo contro-break emiliano (0-6): 44-46. Ancora una fiammata di un singolo salva la barca liviense dalla burrasca: è Borsato che da solo incesta 5 punti (52-48, 27'30”). Freeman trae ispirazione e dalla lunga fa una magata per il +7, 55-48 (28'). C'è spazio per il massimo vantaggio della serata (bomba Huff, 59-48) ex post, null'altro che un primo assaggio amarissimo d'illusione vittoria che nel IV quarto sarà pietanza principale. Simonceli, uccella la difesa di Borsato e allo scadere lima il gap, 59-50. Una disattenzione che fa imbufalire Vucinic che nella pausa fra i quarti scaglia a terra, spaccandola, la lavagnetta.

Quarto quarto – Piacenza sfrutta l'asse Harrison-Anderson per imbastire il recupero (60-57) prontamente respinto da Freeman (canestro e fallo) e da Nardi che volando in contropiede appoggia al canestro il pallone del +10, 67-57 (34'). Il PalaCredito ci crede ma la fede non basta. Almeno non se difendi come capita e se prendi a proporre giochi offensivi modello “belle statuine”. Harrison e Passera (chi sennò?) riaprono i giochi (67-62, 35') che Infante, dalla lunga, azzera: 67-67, 36'30”. Forlì, in totale confusione e attanagliata dal terrore, brancola in attacco giocando sempre transizioni lente, prevedibili e stantie. Mentre Nardi boccheggia (il senso di farlo giocare 32' filati sfugge), Huff tenta di prender per mano il team (tripla del 70-67). Freeman fa la cosa giusta, attaccando il ferro (72-71, 38'): il punteggio è vivo ma è la difesa romagnola a far acqua. Perdite tanto copiose da riesumare un irriconoscibile Voskuil: il danese prima incesta dalla distanza il sorpasso (72-74, 39') poi condanna con un 4/4 dalla lunetta (72-78, 13” che equi vale a un parziale di 5-21 negli ultimi 6') un tiraccio di Freeman. Non c'è tempo neppure per i miracoli. Finisce 75-80.

PARZIALI – 22-12; 34-34; 58-50; 75-80

ARBITRI – Masi, Baldini, Morelli

MARCOPOLOSHOP.IT – Nardi 11, Poletti 2, Coleman 9, Borsato 8, Freeman 20, Huff 16, Natali 4, Bianchi ne, Basile. All. Nenad Vucinic

COPRA PIACENZA – Casella, Infante 8, Harrison 29, Passera 13, Perego, De Nicolao ne, Simoncelli 2, Dalla Valle ne, Varrone ne, Voskuil 7, Anderson 17, Amoroso 2. All. Fabio Corbani.

NOTE – Forlì: tiri 2p 21/41 (51%), 3p 8/25 (32%), liberi 9/10 (90%), rimbalzi 42 (12 off); Piacenza: tiri 2p 21/41 (51%), 3p 8/21 (38%), liberi 14/20 (70%), rimbalzi 34 (10 off). Spettatori 2.500 (30 da Piacenza) circa

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