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Nenad Vucinic: stavolta sulla graticola c'è lui

Nenad Vucinic: stavolta sulla graticola c'è lui

Fulgor, Vucinic alla prova del fuoco: “Sono fiducioso, ho una squadra di guerrieri”

Venerdì salirà al PalaCredito la Sigma Barcellona in una partita spartiacque non solo per la stagione della FulgorLibertas ma per la carriera di Vucinic: in caso di sconfitta il coach rischia la sedia

Ticchi o Pillastrini, magari un terzo “incomodo”. Dopo aver passato mesi a scrivere delle porte girevoli in casa FulgorLibertas, ad arricchire la rosa biancorossa con un'infinità di nomi più o meno esotici, oggi a traballare tocca giustamente al timoniere della miracolosa salvezza della scorsa stagione, Nenad Vucinic. Giustamente perché dopo sei sconfitte – le ultime tre davvero discutibili: Bologna, Veroli e Piacenza – ognuno, a ogni livello tecnico e dirigenziale, deve assumersi le proprie responsabilità. Ed è oltremodo evidente che se pure venerdì (palla a due alle 20:45), nel recupero della quinta giornata contro Barcellona Pozzo di Gotto (match saltato a febbraio per neve), il successo dovesse mancare, è davvero difficile non succeda nulla.

Situazione tesa che non scalfisce la sicurezza del diretto interessato: “Sono fiducioso. La situazione è difficile ma l'atmosfera in allenamento è ottima, sento che tutta la squadra mi segue, ha fiducia in me; sapere di avere dalla mia parte dieci combattenti mi rende sereno”.

Pure le critiche piovute dopo lo stop con Piacenza scalfiscono Vucinic il giusto: “Accetto sempre le critiche anche se non sempre le condivido. In questi giorni mi hanno rimproverato la gestione del finale e l'utilizzo di Nardi. Alla fine abbiamo commesso tanti errori – su tutti non abbiamo svolto bene i pick 'n roll e abbiamo cercato troppe scorciatoie affidandoci in attacco agli uno contro uno – ma per quanto riguarda il time out che avrei dovuto chiamare nel momento del loro recupero, è mia abitudine tener sempre un minuto per il finale e a quel punto la partita era ancora molto lunga. Sul minutaggio di Mike, abbiamo deciso insieme io e lui. Come contro Veroli mi ha detto di non esser ancora pronto, domenica voleva giocare. Alla fine è stato in campo 32 minuti, troppi? Quando si perde si ha sempre torto”.

Possibili colpe del tecnico a parte, anche i giocatori hanno contribuito alla sconfitta. Tra questi Austin Freeman, purtroppo poco freddo e preciso nei minuti decisivi: “Austin è un giocatore di grande talento che però ha problemi di continuità sia tra partita e partita sia all'interno dei 40'. Credo abbia sofferto il momento in cui senza un giocatore esperto come Nardi al fianco, si è trovato tutto il peso della squadra sulle spalle ma ora che Mike è tornato il problema speriamo sia risolto”.

Sulla partita di venerdì, Vucinic ha le idee chiare, puntando tutto sull'identità di squadra biancorossa: “Barcellona è un team molto forte e fisico. Anche loro non stanno attraversando un bel periodo (Cesare Pancotto si è dimesso domenica, al suo posto il vice Vincini ndr) e avendo sostituto il coach da poco faranno affidamento sul talento e l'esperienza dei singoli. Noi dovremo opporre il nostro gioco di squadra”.

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