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Nenad Vucinic

Nenad Vucinic

Fulgor, Vucinic: “Mancasse la fiducia della squadra, pronto a dimettermi”

Alla vigilia della gara spareggio con Sant'Antimo di domenica, il coach serbo non ci sta a passare come "mercenario" e sferza ambiente, media e squadra

I puntini sulle fatidiche “i” coach Nenad Vucinic li mette al termine dell'usuale conferenza stampa pre partita. In questo caso, prima della gara che vale il 90% del “senso” di questa stagione: la trasferta in casa dell'Igea Sant'Antimo. “C'è chi dice che io non mi dimetto per soldi, perché ho il contratto assicurato – chiosa il tecnico –. Sappiate invece che sono pronto a farlo il momento stesso in cui la squadra smetterà di seguirmi, il minuto dopo che la società mi chiederà di farlo. Mi reputo un combattente, un professionista che dà il massimo ed è quanto voglio trasmettere alla squadra; se poi vedrò nei ragazzi scendere l'entusiasmo e la voglia di lottare, non avrò dubbi. La mia carriera lo testimonia: in Turchia, con un triennale in tasca ma senza la giusta tranquillità, me ne andai”. Un bengala sparato ad alzo zero per colpire voci e motivare i suoi ragazzi: a Sant'Antimo ci si gioca davvero tanto, meglio dimostrare di remare tutti nella stessa direzione, la salvezza.

Tornando alla partita, la posta in palio è capitale, a dir poco. Alla luce del successo di venerdì di Imola su Veroli, vero è che restano ancor 8 gare all'appello ma la bagarre per la salvezza sembra ristretta alle sole FulgorLibertas e Sant'Antimo: Bologna e Imola ormai orbitano infatti a quota 16 punti, il tandem di coda a 12. Oltre alla matematica, Vucinic ha grattacapi dalle polemiche che circondano la società e quelle seguenti le uscite su Facebook di Mike Nardi su presunti mancati esborsi degli stipendi (o diritti di immagine, è da chiarire): “Con Mike non ho parlato, non sono aspetti che mi competono. Io vedo il ragazzo impegnato e grintoso come sempre. Avesse avuto dei problemi, in ogni caso, dato l'infortunio patito, avrebbe potuto tranquillamente non giocare, prendersi più tempo per recuperare. Invece è voluto tornare, aiutare la squadra a salvarsi. Le altre polemiche? Non ci devono toccare. Io mi sono impegnato per mantenere la squadra focalizzata sulla partita; una gara difficile, molto”.

Sant'Antimo è in striscia casalinga da due match (battute Brescia e Verona) e nel turno scorso ha fatto sudare Brindisi. Ottima difesa (la terza della L2), colleziona invece meno punti realizzati dell'intera categoria. “Con Bell e Kommatos – spiega Vucinic – hanno trovato maggiore confidenza e quadratura. Sono competitivi ma non più delle altre squadre che abbiamo incrociato fino a oggi. Giocando in casa avranno il vantaggio e la pressione dei pronostici; per noi come per loro è una partita chiave, vedremo chi l'affronterà meglio. Mi aspetto, infatti, una partita più di cuore che di tecnica”.

A proposito di tecnica, un paio di appunti vanno dedicati a Thomas Coleman, il centro apparso a tratti troppo isolato, in perenne attesa d'esser innescato. Un inciampo tecnico che limita non poco i giochi dentro-fuori dei romagnoli. “Thomas sta facendo quanto chiesto, ci sta assicurando dimensioni tecniche che prima non avevamo; sta trovando confidenza coi compagni ma sicuramente non è lui la causa delle ultime due sconfitte. Da lui non mi aspetto miracoli ma una partita di spessore”. Da Coleman, ma non solo, ovviamente. “Voglio lo spirito del secondo tempo di Barcellona, solo così potremmo fare una bella gara, solo così potremo rompere i nodi psicologici che ci bloccano”. Altre soluzioni non ce ne sono né c'è più tempo.

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