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FulgorLibertas, a Jesi per stupire ancora

Con almeno 300 forlivesi al seguito, qualche acciacco e gli scontati grattacapi societari, Forlì, domenica, farà visita all'Aurora Jesi.

Solo un mese e una manciata di giorni fa, anche solo pensare di poter parlare di basket giocato a Forlì a questo punto del campionato e non di una squadra fatta a fette, in balia di ogni avversario, sarebbe stato a dir poco azzardato. Invece, dopo la prova d'orgoglio con Barcellona e le prestazioni cubitali con Ferentino e Scafati, la FulgorLibertas macina l'esatto opposto di quanto succede a livello societario: cuore, bel gioco, passione. Il tutto, condito da un filo d'intesa, tanto invisibile quanto solido, con i tifosi.

“Nonostante tutto, essere oggi sesti in classifica, puntare ai play-off e giocare offrendo anche momenti di bel basket è la mia più grande soddisfazione” commenta coach Sandro Dell'Agnello, in buona parte artefice di questo piccolo miracolo”.

Anche se Roderick resta sul mercato (e ci resterà fino a fine marzo ovvero finché i passaggi tra tra A1 e L2 saranno possibili) l'apparente fine del mercato in uscita e alcune voci rassicuranti sul futuro della FulgorLibertas, pare abbiano rasserenato il clima. Con beneficio per i biancorossi.

Continuare a vincere fa la sua parte. C'è poi la consapevolezza che la società stia facendo di tutto per uscire dai problemi. Insomma, noi facciamo il nostro, la dirigenza altrettanto e questo indubbiamente contribuisce a mantenere alta la concentrazione e la voglia di far bene.

Aspetti fondamentali se si vorrà tentare di violare il PalaTriccoli di Jesi, domenica; Jesi che dopo il cambio allenatore (al posto di Cioppi il vice Pecchia) ha sfiorato il colpaccio a Casale Monferrato.

Jesi può contare sull'asse sotto canestro, Griffin-Maggioli, per talento e fisicità forse più forte della LegaDue. Sono convinto i nostri lunghi sapranno ripetere l'ottima prova di Scafati e limitarli così come fatto con Slay. Dovremo prestare grande attenzione anche ai giochi a due tra Hoover e Maggioli e puntare sulla forza del nostro perimetro. Con Tessitori a corto di due allenamenti per impegni con la Nazionale Under 21, Nicola Natali fermo un giorno e Terrence Roderick da mercoledì ai box sotto supplizio di un dente del giudizio, non saremo al massimo ma godiamo del gran lavoro fatto nei mesi scorsi: pur senza un giocatore importante come Todic, la squadra c'è, reagisce nei momenti difficili, gioca con grinta.

Così come testimoniato dalla bella vittoria a Scafati. Quasi quasi non si nota l'assenza di Todic...

Rispetto a inizio stagione siamo psicologicamente più forti, non molliamo appena un tiro va fuori o finiamo sotto di qualche punto. La partenza di Todic ha responsabilizzato di più un po' tutti e questo spinge a dare il massimo. Stiamo giocando bene ma dire che siamo più forti senza Miro, è una bestemmia.

Jesi, tappa chiave play-off?

Per noi sarebbe un bel colpo in chiave play-off ma, se questa è la chiave di lettura, a noi perdere non cambierebbe la vita, a loro sì: perdere domenica li metterebbe in grande difficoltà.

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