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FulgorLibertas, a Trieste sperando nell'effetto trasferta

Domenica a Trieste comincia il mese di "esilio" dei biancorossi: dopo le brutte prove casalinghe l'auspicio è di ritrovare lontano dal PalaFiera, vittoria e bel gioco.

Due partite fuori casa, inframezzate da un turno di forzato riposo (per scontare la squalifica di Napoli). Ecco che domenica con Trieste, nel bellissimo e certo gremito PalaRubini, scatterà il mese di lontananza forzata de Le Gamberi da Forlì. Chissà che, visti i risultati non eccelsi raccolti al PalaFiera, non torni la serenità e rinasca il feeling tra i romagnoli e il successo.

“Ma fosse per me – dice coach Sandro Dell'Agnello – io giocherei qui già domani: ho troppa voglia di far bene davanti al nostro pubbico. E come me tutti i nostri gioctori”. Miroslav Todic, scurissimo dopo l'avvio di stagione sottotono, compreso? “Ho parlato con Miro a lungo – replica Dell'Agnello – e vi assicuro che a dispetto della mono-espressione ci tiene tantissimo. E' un giocatore dalle molte qualità, tra queste non c'è la continuità. Per questo dobbiamo esser bravi a sfruttarlo nei momenti giusti, aiutarlo in quelli meno”.

L'umore sembra comunque discreto. “Veniamo da una settimana lunghissima – spiega il coach –: dopo Jesi, la delusione ha reeso tutto più difficile. Posso dire, comunque, che il gruppo abbia lavorato bene, col piglio giusto. E l'amichevole con Pesaro l'ha domostrato: abbiamo difeso bene, la fluidità è cresciuta, il campo l'abbiamo tenuto nonostante il divario. Credo che se giocheremo così contro Trieste potremo spuntarla. Tutto sta a noi, a limitare gli alti e bassi che contradditinguono il gioco”.

Discontinuità che potrebbero derivare dalla regia di Bo Spencer, a volte egoistica (come con Pesaro) e non propriamente illuminata: “La verità sta nel mezzo. Vero che Bo può migliorare nel playmaking ma ci sta lavorando parecchio e i margini ci sono. Contro Pesaro ha tirato molto anche perché la difesa glielo ha permesso. Una soluzione potrebbe essere giocare con tre piccoli ma per farlo bisogna avere i giocatori in condizione per farlo; quando saremo più produttivi certo sarà una buona chiave tattica”.

Passando a Trieste, reduce da tre successi consecutivi (Ferentino, Scafati e Capo d'Orlando) come sempre, non sarà una partita semplice: “Sono esattamente in condizione opposta alla nostra: giocano in fiducia, fanno sempre canestro, vivono sull'onda dell'entusiasmo. Per tentare di arginarli dovremo bloccare le loro transizioni veloci e giocare una pallacanestro accorta”

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