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FulgorLibertas, si presenta “Jack” Eliantonio: “La nostra forza sarà il gruppo”

Prosegue il gioco a incastro per la coppia di stranieri tra i "no" e i "forse" di Cain, dell'ex pivot di Bologna, Mosley e della guardia lituana Deividas Dulkys

In coppia con Nicholas Crow, oltre a inventarsi un'esperienza non ancora accumulata, dovrà assicurare sostanza e una “quantità di minuti di qualità” a livelli di un'industria pesante cinese. Non sono pochi i “desiderata” che accompagnano la presentazione a stampa e Città del “4” titolare della FulgorLibertas: Giacomo “Jack” Eliantonio. Ternano, cresciuto nelle giovanili Mens Sana Siena, classe '88, fisicamente un'ala alta (206 cm per 103 chilogrammi) ma tecnicamente e per predilezione personale più un perimetrale – una cifra lapidaria: l'anno scorso ha tirato più da 3 (43 volte col 33% insaccato) che da 2 (33 con il 64%) – piomba a Forlì da una stagione di alterne fortune a Barcellona (10.6 minuti e 3.2 punti di media) e prima con le canotte, sempre in A2, di Sant'Antimo, Rimini, Scafati e Jesi.

“Arrivo solleticato dal progetto – spiega Eliantonio – in particolare dall'idea di poter finalmente avere più responsabilità, più minuti da quintetto; cosa che fino ad oggi non mi è stata concessa. Certo dovrò migliorare e molto nel pitturato, soprattutto dal punto di vista della tenuta fisica contro giocatori più grossi e prestanti di me". "A bbiamo preso Giacomo per tre motivi – chiosa Stefano Benzoni, dirigente e portavoce FulgorLibertas – il primo perché è un lungo italiano di valore; il secondo perché è bidimensionale, sa giocare sia da centro sia sfoderare doti perimetrali; il terzo motivo, è la grande voglia di lavorare, l'impegno che mette sia prima sia dopo gli allenamenti”. A conferma dell'entusiasmo di “Jack”, la versione di Eliantonio: “Forlì è una piazza importante, appassionata; poter lavorare qui rende tutto più emozionante”. Sul team, le oggettive differenze con squadre come Barcellona, Torino, Capo d'Orlando: “Siamo giovani, non molto esperti; dovremo fare gruppo, impegnarci sui particolari. Solo questo ci consentirà di sopperire alle mancanze tecniche con altre squadre più attrezzate. Sulla carta il campionato mi sembra spaccato in due: quattro, cinque squadre di livello superiore poi bene o male un'omogeneità qualitativa. Questo secondo gruppo ci dovrà vedere protagonisti. Obiettivo? Vincere il maggior numero di partite e dar prova del valore delle nostre qualità individuali”.

Prosegue intanto il mercato. Restano da piazzare due pedine di non poco peso: gli stranieri. Mentre – come scritto dal Corriere Romagna – sembrerebbe sfumato Tyler Cain, la cui controproposta biancorossa “al ribasso” è tornata (comprensibilmente) al mittente, salgono le quotazioni di William Mosley. Il pivot “cavalletta” ex Biancoblù Bologna, però (e qui sta il problema) piace molto anche a Ferentino. Come dire: se si gioca al rialzo, si molla la presa, subito. “In the paint” circolava anche il nome dell'ala forte, ex Murray University, Edward Daniel (valutata non adatta al progetto FL e proprio oggi finito a Pistoia, in A1...) così come pare scemare la pista per il totem James Tyler (sempre più in odor di firma al Sagesse, in Libano). Vero nome caldo è però quello della guardia. Vicinissima: esperta, con esperienza in Europa, non in Italia. Difficile sia il lituano 25enne di formazione NCAA, nel giro della nazionale baltica, Deividas Dulkys. Perché? Perché il ragazzo era nel “pacchetto Cain”. Prendi uno, prendi tutto. La chiusura della partita quintetto libererebbe la mano per un'altra firma, quella di Michele Cardinali (più che quella di Fabio Zanelli) come “piccolo” d'esperienza.    

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